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mercoledì 2 Dicembre 2020,

I giovani di Ponte? Sono volenterosi e determinati

Questi, in sintesi, alcuni elementi che emergono dal risultato dell’indagine svolta sui ragazzi del comune tra i 12 e i 25 anni (nella foto Sabrina Dassiè).

Il tessuto giovanile di Ponte nelle Alpi è positivo e dinamico. Sport, musica e relazioni amicali sono molto presenti e importanti nella vita dei ragazzi, che dimostrano anche di volersi impegnare a fondo nei progetti in cui credono. Questi, in sintesi, alcuni elementi che emergono dal risultato dell’indagine svolta sui giovani del comune. Risultato presentato nei giorni scorsi nella seduta del consiglio comunale. «Sono stati intervistati 300 ragazzi tra i 12 e 25 anni per capire le loro istanze, inclinazioni, interessi, prospettive, bisogni», sottoinea il sindaco, Paolo Vendramini. «Ne è uscita un’importante fotografia che rappresenta un progetto pilota a livello provinciale da cui partire per individuare le azioni amministrative, educative, sociali, didattiche da intraprendere per andare incontro alle esigenze dei nostri giovani concittadini».

L’attività è stata coordinata dalla delegata comunale di Ponte nelle Alpi Sabrina Dassiè e dal sociologo Diego Cason. «Il questionario era online e si è svolto in modo anonimo», spiega Dassiè. «Il primo obiettivo del progetto è quello di chiedere ai ragazzi chi sono, cosa vogliono, cosa sentono, in maniera tale da poter dare loro la possibilità di uscire da quello stato di “invisibili” in cui spesso la società li relega. Abbiamo dunque chiesto ai ragazzi di esprimere i loro bisogni concreti e anche la loro condizione, così da poter presentare le loro istanze all’amminstrazione comunale affinché nel tempo posssa andare incontro ai loro bisogni con azioni mirate. Ma non solo questo: il lavoro è rivolto a tutto il territorio e in particolare a quegli enti e assocazioni che, a vario titolo, si interessano e interagiscono con il mondo giovanile».

L’altro obiettivo è stato quello di rendere i ragazzi protagonisti del progetto in tutte le sue fasi: «Riteniamo che la partecipazione favorisca la consapevolezza del lavoro svolto e dei risultati ottenuti, ma di avvio anche a un processo di educazione civica e partecipazione attiva», continua Dassiè. «Fondamentale in questo percorso è stata la collaborazione con il mondo della scuola, con l’Istituto comprensivo di Ponte nelle Alpi, e la presenza del sociologo Diego Cason, a cui è stata affidata la valutazione finale dei dati raccolti. Per il mondo giovanile bisogna andare oltre superficialità, apparenza, oltre quegli stessi pregiudizi con i quali i ragazzi vengono spesso etichettati. È necessaio ascoltare i nostri giovani».

Martina Reolon

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