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lunedì 21 Settembre 2020,

A confronto con Enrico Mentana sulle prospettive della montagna bellunese

Il presidente della Provincia, Roberto Padrin, ha incontrato a San Vito di Cadore, dove è in vacanza, il noto giornalista televisivo, presenti anche il sindaco Franco De Bon, il presidente degli albergatori cadorini Gildo Trevisan, il presidente della Magnifica Renzo Bortolot.

«La montagna può avere un grande futuro dopo il Covid. Dobbiamo mettere in campo strategie comuni per intercettare la voglia di salubrità che sta caratterizzando questo periodo. Abbiamo tutti gli strumenti per farlo. Soprattutto alla vigilia di due eventi eccezionali e irripetibili come Mondiali e Olimpiadi». È quanto afferma il presidente della Provincia di Belluno, che questa mattina ha incontrato Enrico Mentana a San Vito, assieme al sindaco e consigliere provinciale. Una chiacchierata informale con il noto giornalista, che sta trascorrendo le sue vacanze in Cadore. E non è mancata l’occasione per affrontare i temi “tipici” del territorio: dallo spopolamento della montagna al problema infrastrutturale, passando per la concorrenza con le Province autonome.

«Mentana apprezza moltissimo il nostro territorio e le Dolomiti bellunesi», spiega il presidente della Provincia. «Dal suo punto di vista, che condivido, il Cadore e la montagna bellunese in generale possono diventare meta non solo di vacanza e turismo; possono diventare la casa di quelle persone che, soprattutto dopo il Covid, stanno lasciando le grandi città, in cerca di aria buona, paesaggi incantevoli e un ritmo di vita meno frenetico. Ovviamente queste persone hanno la necessità di continuare a lavorare, per cui servono immediatamente collegamenti digitali che permettano ai professionisti di lavorare tra le Dolomiti ed essere connessi con il resto del mondo. Poi servono anche collegamenti fisici, in modo da avvicinare la nostra montagna agli altri poli del Veneto».

«Con Enrico Mentana abbiamo ragionato sull’idea di creare aree di smart working per professionisti in luoghi di pregio delle nostre Dolomiti», continua il presidente della Provincia. «Potrebbe essere il primo passo per contrastare lo spopolamento delle “terre alte”, portando professionisti a vivere e lavorare nei nostri paesi. Il Covid potrebbe davvero diventare l’occasione di rilancio della nostra montagna, tanto più che abbiamo le possibilità e le risorse derivanti dai grandi eventi mondiali che la nostra provincia ospiterà tra Cortina 2021 e le Olimpiadi 2026. Dobbiamo crederci tutti e superare le visioni campanilistiche. In questo momento la nostra provincia, che è variegata, deve trovare l’armonizzazione su nuove idee di sviluppo».

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