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mercoledì 19 Gennaio 2022,

Alzheimer e declino cognitivo, Asca investe sulla prevenzione

«Quando tutto incominciò». È il titolo dell’iniziativa nata con lo scopo di raccogliere le testimonianze di vita di una quarantina di anziani che frequentano i quattro Centri sollievo dell’Agordino.

«Quando tutto incominciò». È il titolo dell’iniziativa nata con lo scopo di raccogliere le testimonianze di vita di una quarantina di anziani che frequentano i quattro Centri sollievo dell’Agordino. «Il 21 settembre di ogni anno ricorre la giornata mondiale dell’Alzheimer e della prevenzione del declino cognitivo, per intercettare il disagio prima che si manifesti. Asca investe sulla prevenzione», sottolinea Mariachiara Santin, amministratore unico di Azienda speciale. «Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 ha esposto gli anziani dei Centri sollievo a un isolamento forzato, solo parzialmente attenuato dalla presenza fisica o dal contatto telefonico con i familiari. Consapevole di queste sofferenze, Asca si è posta il problema di fare emergere il disagio emotivo di questa nuova situazione, convinta che attraverso la verbalizzazione degli eventi si possano contenere gli effetti negativi di quanto successo».

Da qui il progetto «Quando tutto incominciò», ideato dalla psicologa Stefania Troian. Attraverso un’intervista strutturata, della durata di un’ora, si sono esplorati il contesto quotidiano, i rapporti familiari, l’area della salute, del sé e del sociale, confrontando l’impatto emotivo del lockdown con quello di Vaia, l’altro trauma collettivo vissuto recentemente. Il lavoro ha coinvolto le persone che frequentavano regolarmente i Centri sollievo di Agordo, Cencenighe Agordino, Gosaldo e Rocca Pietore e i loro familiari. Dalle testimonianze raccolte è emerso come, anche in tempo di lockdown, le loro giornate siano state scandite da gesti semplici, ripetitivi ma vitali, come alzarsi, lavarsi, vestirsi, nutrirsi, leggere o sfogliare una rivista o libro, seguire i notiziari nazionali e locali, coltivare interessi specifici fra cui, per esempio, la raccolta di francobolli.

«Pur in questo faticoso mantenimento di una parvenza di normalità, in tutti gli intervistati è emersa la mancanza degli incontri settimanali presso i Centri, definiti da molti come un “piacevole diversivo” alle loro giornate, un’occasione di incontro e di vivaci attività con altri anziani, con i volontari e la psicologa», continua la Santin. «Come la letteratura scientifica più recente dimostra, evitare l’isolamento e ritrovarsi abitudinariamente e in modo costruttivo sono fonti di prevenzione del declino cognitivo. E proprio per questo, cioè per sensibilizzare la popolazione al problema della demenza, Asca ha attivato da un anno un nuovo servizio. Si tratta di uno screening gratuito delle funzioni cognitive rivolto ai residenti dell’Agordino over 60, sospeso per il lockdown ma che ora sta riprendendo. E in questo momento sono state già testate più di cinquanta persone, alle quali è stato consegnato un riscontro del profilo cognitivo».

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