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venerdì 30 Ottobre 2020,

Marchon Italia, accordo sindacale sullo smart working

Si tratta del primo accordo specifico sul lavoro a distanza firmato in provincia di Belluno nel comparto dell’occhialeria (foto Google Maps).

Diritto alla disconnessione, tre giornate massime di smart working alla settimana, flessibilità della prestazione lavorativa. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano l’accordo sullo smart working siglato da organizzazioni sindacali e azienda giovedì 24 settembre alla Marchon Italia, big dell’occhialeria di Puos d’Alpago. Si tratta del primo accordo specifico sullo smart working firmato in provincia di Belluno nel comparto dell’occhialeria.

Il lavoro agile, già utilizzato in Marchon perché previsto nel contratto integrativo, diventa accessibile a tutti i dipendenti dell’azienda che lavorano negli uffici, a prescindere dalla tipologia contrattuale (tempo determinato, indeterminato, full time, part time). Ad oggi, circa la metà dei lavoratori dell’azienda ha attivato l’opzione smart working. Il nuovo accordo prevede la flessibilità della prestazione lavorativa fra le 7 e le 20 fermo restando il proprio orario contrattuale, riconosce il diritto alla disconnessione e quello alla pausa pranzo, la formazione ai dipendenti sulle modalità di lavoro in smart working e sulla sicurezza, riconosce i buoni pasto anche agli smart worker e prevede verifiche e confronti fra azienda e Rsu sull’andamento dell’applicazione dell’accordo.

«È un passaggio importante – afferma Milena Cesca, segretaria della Femca Cisl Belluno Treviso – il contratto aziendale è lo strumento migliore per accompagnare la trasformazione del lavoro, dell’impresa e della cultura aziendale, sia nei momenti emergenziali – come quello che stiamo vivendo – che nelle situazioni più ordinarie. È notevole il percorso fatto dall’azienda in questo ambito. Va sottolineato soprattutto il cambiamento di filosofia organizzativa e di gestione che è il presupposto per questa nuova modalità di lavoro, basata su concetti quali autonomia, fiducia, responsabilizzazione, dialogo, cultura nella performance ed efficienza organizzativa».

«I punti salienti dell’accordo – prosegue Cesca – toccano i percorsi di formazione per dirigenti e dipendenti che utilizzano lo smart working, il lavoro per obiettivi e progetti, l’accesso su base volontaria, la flessibilità della prestazione lavorativa, il diritto alla disconnessione, il confronto con le Rsu e il riconoscimento dei buoni pasto anche nelle giornate di lavoro agile. Penso che il giusto equilibrio tra lavoro in azienda e sede esterna sia l’elemento che potrà meglio conciliare equilibri di vita familiare, esigenze di salute ma anche questioni ambientali e gestione del tempo: questo è l’inizio di un percorso che metterà sempre più al centro la persona».

Per Giampiero Marra, segretario della Filctem Cgil di Belluno, «l’accordo è frutto di un proficuo confronto iniziato tre anni fa con la reciproca coscienza che su questo tema, come su altri temi legati alla conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro». Sempre secondo Marra «alcuni elementi contenuti nell’accordo, come la reciprocità in termini di fiducia, la flessibilità, il riconoscimento dei buoni pasto, l’uso degli strumenti aziendali e il diritto alla disconnessione, sono elementi importanti che possono rappresentare l’inizio di un percorso ancora molto lungo da compiere».

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