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mercoledì 2 Dicembre 2020,

Maltempo, situazione sotto controllo e condizioni meteo in miglioramento

Non si sono registrati danni particolari oltre alla caduta di alcuni alberi sulle strade (nella foto la statale 51 di Alemagna in comune di Valle di Cadore).

«Il quadro meteorologico fornito dall’Arpav e dalla Protezione Civile regionale è in netto miglioramento. L’allerta è stata declassata da rossa ad arancione e dopo le 20 passerà a gialla. Per fortuna, non è successo niente». È quanto ha affermato il consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile, Massimo Bortoluzzi, al termine della riunione di questo pomeriggio in Prefettura a Belluno. Riunione che ha deciso di non aprire il Centro coordinamento dei soccorsi e mantenere la reperibilità dei soggetti al tavolo solo per eventuali cambiamenti meteo e conseguenti emergenze.

«L’allarme è rientrato», ha spiegato il consigliere Bortoluzzi. «Il quadro portato ieri al tavolo dal Centro funzionale decentrato della Protezione Civile ha imposto a Prefettura e sindaci di adottare le misure necessarie a far fronte a un allarme rosso. Da qui, la chiusura delle scuole e l’annullamento degli eventi. Fortunatamente, l’evoluzione delle condizioni meteo è stata di gran lunga inferiore a quanto previsto inizialmente. Non si sono verificati danni, se non qualche pianta caduta in strada».

«Ringrazio tutti i volontari che si sono attivati durante queste ore di allerta», ha continuato il consigliere Bortoluzzi. E al ringraziamento si è unito anche il presidente della Provincia, Roberto Padrin: «La nostra Protezione Civile è sempre pronta quando viene chiamata in causa. Un grazie particolare ai volontari dell’Ana Feltre, che si sono adoperati per il taglio di alcune piante pericolanti davanti all’istituto Colotti».

Da parte sua l’assessore regionale alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, nel corso del pomeriggio ha confermato che la situazione ormai stava tornando normale ma, visto quanto invece è accaduto in Italia nord occidentale, ha fatto sapere di aver dato la disponibilità del Veneto a intervenire, se fosse necessario, con la colonna mobile regionale in Piemonte, Liguria o Lombardia.

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