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mercoledì 2 Dicembre 2020,

“Passi e trapassi”, la rassegna resiste al Covid utilizzando l’on-line

La rassegna a cura del Comune di Belluno si terrà infatti esclusivamente in modalità a distanza, da venerdì 30 ottobre a domenica 8 novembre. Tanti gli appuntamenti in calendario.

La rassegna “Passi e trapassi” quest’anno diventa “virale”: non solo perché si parlerà di Covid-19 e pandemia, ma anche perché il contesto attuale ha spinto gli organizzatori verso nuove e indispensabili modalità organizzative. Modalità che implicano l’utilizzo delle tecnologie informatiche. La rassegna a cura del Comune di Belluno si terrà infatti esclusivamente in modalità a distanza, da venerdì 30 ottobre a domenica 8 novembre. «Non neghiamo che in questo 2020 organizzare gli appuntamenti è stato difficilissimo», ha evidenziato Claudia Alpago Novello, direttrice artistica, nonché fondatrice, di “Passi e trapassi”. «Abbiamo dovuto fare almeno tre salti mortali prima di stilare il programma e tantissimi altri da domenica scorsa, da quando è stato firmato l’ultimo Dpcm».

«Sin dall’inizio avevamo immaginato diversi scenari possibili e stilato un “piano A” e un “piano B”», continua Alpago Novello, che per l’edizione di quest’anno conta sulla collaborazione di Stefano De Marzo, «ma fino all’ultimo abbiamo sperato». In prima battuta il programma era stato stilato pensando ad appuntamenti in presenza, con ingressi contingentati, la prenotazione obbligatoria on line tramite “Event Brite” e, ovviamente, tutte le misure anti-contagio. Poi l’evolversi della pandemia aveva portato gli organizzatori a optare per l’incontro in presenza solo tra i relatori, con trasmissione streaming per il pubblico. Alla fine, dopo il Dpcm di domenica, la decisione, anche se sofferta: tutto in modalità a distanza. Gli incontri si terranno sulla piattaforma Zoom: sul sito del Comune sono disponibili i link di tutti gli appuntamenti. Le conversazioni saranno registrate e diffuse poi in streaming sempre attraverso il sito del Comune e i canali social di “Pasi e Trapassi.

«Gran parte del programma è stato salvato», sottolinea Alpago Novello, «ma alcuni eventi sono stati cancellati. Nello specifico, tutti i concerti e i death cafè. Non nascondiamo un certo rammarico, aveva già ricevuto parecchie prenotazioni». Nonostante il taglio imposto dal Covid, il calendario resta ricco. Si comincia venerdì 30 ottobre con “COndiVIDere. Prospettive sulla vita e sulla morte dal lockdown”, alle 20.30, tavola rotonda che raccoglierà alcune riflessioni sull’esperienza del lockdown, per narrare in prima persona, tramite alcuni cittadini che si sono offerti volontari, il vissuto del territorio provinciale e di come quetsa esperienza abbia cambiato l’orizzonte sulla morte e il morire.

Sabato 31, alle 18, toccherà a “I morti raccontano… “, Feltre raccontata attraverso le sue principali iscrizioni funebri. Conversazione con Alessandro Del Bianco, assessore alla cultura del Comune di Feltre. Alle 20.30 “Corpi mortalink. Il tattoo come arte a prova d’effimero (e di virus)”, con Leo Eseblana, tatuatore professionista. Modera Stefano De Marzo.

Riccardo Pirrone, social media strategist del brand Taffo, dimostrerà che non solo è possibile, ma anche necessario, ridere della morte. La diretta streaming è fissata alle 17. Con Pirrone ci sarà in collegamento Alessandro Taffo. L’evento gode della collaborazione della libreria “Le due Zitelle”. Alle 20.30 interverrà Daniela Taiocchi, studiosa del linguaggio della morte e giornalista, con “Le parole che ti direi. A Bergamo non sei veramente morto se non sei nelle pagine dei morti de L’Eco”. La Taiocchi metterà in risalto come la morte sia una questione molto seria per L’Eco di Bergamo e anche per i bergamaschi. Talmente seria che è ancora gelosamente addomesticata (altro che rimossa) con la sua grammatica del dolore e la sua ritualità linguistica tutte particolari.

Lunedì 2 novembre incontro in remoto con Francesco Maria Galassi, medico paleopatologo, che parlerà di “Le epidemie nella storia dell’umanità. Un approccio multidisciplinare”, a partire dalle 16. Alle 20.30, invece “Di vita e di morte: prenditi cura di me”, conversazione con Mattia Baldovin, tanatoesteta e Lisa Martignetti, funeral planner. Modera Claudia Alpago-Novello.

Due appuntamenti anche martedì 3: alle 18 “#Queerantena. Il sesso, il genere, la sessualità e la pandemia”, con Lorenzo Bernini, professore associato di Filosofia politica presso l’Università di Verona; alle 20.30 presentazione del libro “Mi chiamo Happy”, con l’autrice Maria Angela Gelati, tanatologa, curatrice della rassegna “Il Rumore del Lutto”.

““E” come epidemia. Piccolo abbecedario iconografico per comuni mortali” è il titolo della conversazione con Claudia Alpago-Novello, architetto, docente di storia dell’arte. La diretta Zoom sarà alle 20.30 del 4 novembre. Della paura del cambiamento e delle ripercussioni emotivo/psicologiche del Covid-19 nel nostro quotidiano parlerà la psicologa e psicodiagnosta Sarah Chreyha, il 5 novembre alle 18. L’incontro in remoto “Dati di fatto?”, in programma sempre il 5 novembre ma alle 20.30, verrà spostato (la nuova data sarà comunicata a breve). I relatori son Luca Tremolada, responsabile di Infodata – Il Sole 24 Ore e Cristina Da Rold, collaboratrice di Infodata – Il Sole 24 Ore, che condivideranno con il pubblico molte delle considerazioni che hanno animato le giornaliere riunioni di redazione delle ore 12 di Infodata da marzo a oggi.

Venerdì 6 novembre, alle 18, il medico pneumologo Stefano Calabro relazionerà su “Malattia: parte integrante della storia dell’umanità. La peste nell’età romana”, mentre alle 20.30 si confronteranno in una tavola rotonda virtuale, moderate dalla giornalista Martina Reolon, Federica Diazzi, Salra Elferai, Chiara Plotti, tre giovani medici in prima linea al tempo del Covid.

La visita guidata alla Chiesa della Madonna delle Grazie, detta della “Molinà”, in località Vallesella di Domegge di Cadore, che avrebbe dovuto svolgersi in presenza sabato 7, sarà registrata da Matteo Da Deppo, che poi provvederà a diffondere il video tramite i canali di “Passi e Trapassi”. Alle 17 presentazione dei libri “L’incanto del pesce luna”, finalista del Premio Campiello, di Ade Zeno, e “La morte si fa social. Immortalità, memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale”, di Davide Sisto. Evento in collaborazione con Librerie Mondolibri e Libreria Tarantola. Alle 20.30 streaming di “Mime e/stasi. Morte e rinascita d’un teatro fuori di sé in tempi virali”, conversazione con Edoardo Fainello, direttore dell’Accademia teatrale Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto, e Rajeev Badhan, regista SlowMachine e co-direttore della stagione Belluno Miraggi del Teatro comunale di Belluno.

La rassegna si concluderà domenica 8 novembre con “Omelia contadina”, incontro / dibattito con gli autori a partire dall’azione cinematografica di Alice Rohrwacher e JR per sostenere la lotta di piccoli agricoltori e cittadini dell’Altopiano dell’Alfina.

«”Passi e Trapassi” ha cominciato, già dalle scorse edizioni, a essere conosciuta anche al di fuori dell’ambito provinciale», mette in risalto Alpago Novello. «Basti pensare alla collaborazione con il festival “Il rumore del lutto” di Parma. La sinergia con la città di Bergamo avrebbe portato a Belluno una mostra: l’esposizione fisica non ci sarà, ma con l’artista Lisa Martignetti stiamo pensando a una mostra virtuale che verrà trasmessa sul web. La Martignetti stessa vorrebbe fotografare tutti i cimiteri storici di Belluno per realizzare una sorta di banca dati».

La direttrice artistica ha ricordato gli obiettivi di “Passi e Trapassi”: «Coinvolgere il territorio, e ci siamo riusciti, visto che collaborano alla rassegna realtà non solo del comune capoluogo, ma anche di Feltre e Cadore. Coinvolgere la città: anche in questo caso lo scopo è stato raggiunto, visto che tutte le librerie del centro, solo per fare una esempio, hanno “adottato” un evento. Sono contenta inoltre della collaborazione con il giovane Stefano De Marzo, che ha permesso di far conoscere la rassegna anche sui social e a una fascia di età più bassa».

«Ringraziamo gli organizzatori per essere riusciti, nonostante le difficoltà di questo 2020, a mettere sul piatto un programma così nutrito», evidenzia l’assessore alla cultura del Comune di Belluno, Marco Perale. «”Passi e trapassi” continua ormai da otto anni e penso che, quest’anno come non mai, ci serva a riflettere su temi che la cultura occidentale ha tentato per tanto tempo di tenere fuori dalla quotidianità. Come, appunto, quello della morte che, con il Covid, è entrato prepotentenmente in casa di ciascuno, ricordandoci anche che la sua rimozione era un errore, che dobbiamo riconciliarsi con la concretezza e la naturalità della morte stessa».

Martina Reolon

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