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domenica 24 Gennaio 2021,

Attivata l’Usca: pazienti Covid curati a domicilio grazie a 11 medici

Lavoreranno in stretta connessione con i medici di medicina generale, i pediatri, il Pronto soccorso, la rete del 118, gli specialisti che in azienda seguono i malati ricoverati per Covid-19.

Attivata l’Usca (Unità speciale di continuità assistenziale) nel distretto di Belluno, con 11 medici operativi sette giorni su sette, dalle 8 alle 20. Il compito: la gestione domiciliare dei pazienti Covid positivi che non necessitano di ricovero ospedaliero, ma che devono essere comunque seguiti con opportune terapie. «I medici dell’Usca lavorano in stretta connessione con i medici di medicina generale, i pediatri, il Pronto soccorso, la rete del 118, gli specialisti che in azienda seguono i malati ricoverati per Covid-19», ha spiegato il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno, durante la diretta Facebook. «Queste Unità speciali operano con grande mobilità su tutto il territorio e sono attivate, in base ai protocolli operativi, non direttamente dall’utenza, bensì dai medici di base oppure dal 118. O dalle strutture ospedaliere stesse».

L’intervento a domicilio avviene sulla base di un protocollo concordato e l’équipe medica è dotata della strumentazione necessaria per monitorare i parametri del paziente: per esempio, elettrocardiografi portatili, saturimetri per la misurazione dell’ossigenazione, attrezzature leggere. «Per ogni intervento vengono realizzate schede di monitoraggio che vanno a confluire nel fascicolo dell’interessato», ha aggiunto il dg. «Significativa sarà l’attività di presa in carico di pazienti positivi sintomatici nelle case di riposo».

L’Usca di Belluno va ad aggiungersi a quella, già operativa, di Feltre, attiva da qualche mese. Conta 5 medici supportati da personale infermieristico. «Dal mese di novembre appena concluso ha visto un incremento importante dei pazienti preci in carico», ha precisato Rasi. «Sono circa 50 le persone seguite e la sorveglianza attiva, in data odierna, coinvolge oltre 1.000 soggetti. Ci sono stati anche interventi in 5 case di riposo: Meano, Cesiomaggiore, Lentiai, Feltre e Quero. Le Usca sono un tassello importante per far sì che i pazienti Covid positivi possano essere gestiti al proprio domicilio. Vedremo di rinforzare ulteriormente le due équipe, con ulteriore immissione di professionisti».

Sempre a proposito di medicina territoriale, una funzione fondamentale è svolta dai medici di base, che sono i primi interlocutori in caso di necessità e, in molte occasioni, registrano i primi sintomi. «Su un totale di 132, sono 43 i medici di medicina generale che hanno iniziato ad attuare i tamponi rapidi ai propri assistiti», ha detto Rasi. «Alla data di ieri, con questa modalità, sono stati effettuati oltre 350 test. Altri medici ancora si uniranno a questa “pattuglia” e gradualmente verranno attivati diversi punti tampone al di fuori degli ambulatori, qualora questi ultimi non siano nelle condizioni di garantire le necessarie caratteristiche di sicurezza». Rispetto alla scorsa primavera, il numero di tamponi totali totali è ora 10 volte tanto.

Sul fronte ricoveri, a ieri sera la situazione era questa: 14 persone in terapia intensiva, 133 in quella che Azienda Zero definisce “area non critica” e 57 in ospedale di comunità. Sul totale dei ricoverati, una decina arriva da fuori provincia, principalmente dal Primiero.

Martina Reolon

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