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domenica 24 Gennaio 2021,

Mondiali di sci di Cortina, firmato il Piano per la legalità

Sottoscritto da Valerio Toniolo, commissario per la realizzazione del progetto sportivo dei Mondiali, e dal prefetto di Belluno Adriana Cogode. Una nuova piattaforma informatica renderà possibile un sistema capillare e continuo di controlli all’interno dei cantieri.

Riaffermare la presenza dello Stato in nome della legalità. Evitare qualsiasi eventuale infiltrazione della criminalità organizzata. Ribadire la trasparenza come valore collettivo. È questo lo spirito di fondo del Piano per la legalità firmato oggi dal prefetto di Belluno, Adriana Cogode e da Valerio Toniolo, commissario per la realizzazione del progetto sportivo dei Mondiali di sci alpino che si svolgeranno a Cortina dal 7 al 21 febbraio 2021. Spiega Adriana Cogode: «Il piano per legalità sottoscritto con Anas nel 2017, poi esteso al commissario per la realizzazione del progetto sportivo, rappresenta uno strumento a garanzia della realizzazione di opere di interesse pubblico in piena trasparenza e legalità. Con l’intesa sottoscritta oggi questo strumento si rafforza grazie ad una nuova, innovativa, piattaforma informatica che renderà possibile, anche per gli interventi recentemente avviati dal commissario ai lavori, un sistema capillare e continuo di controlli delle Forze di Polizia all’interno dei cantieri».

Un tassello determinante nella lunga strada che porterà, dopo i Campionati del mondo di Cortina 2021, all’altro appuntamento internazionale: i Giochi olimpici invernali che si terranno a Milano e a Cortina dal 6 al 22 febbraio 2026.

Spiega Valerio Toniolo: «Il Governo si è impegnato, tramite il Ministero dello Sport e di concerto con la Fondazione Cortina 2021, a sostenere i Campionati del mondo 2021, sapendo di lasciare così un’eredità al territorio, alla Regione Veneto e all’Italia. Non solo: una spinta all’economia e un ritorno di immagine e di business per l’intera nazione. Abbiamo lavorato in pieno accordo con il Comune di Cortina d’Ampezzo, la Provincia di Belluno e la Regione del Veneto, finanziando opere come la cabinovia Son dei Prade–Bai de Dones che collega le valli, o come il sistema di protezione antivalanghivo e abbiamo adeguato e potenziato le opere esistenti tra cui il complesso di Drusciè; abbiamo messo in sicurezza e potenziato piste come la Lacedelli; siamo intervenuti sulla finish area, il bypass stradale e il tunnel a Rumerlo; abbiamo investito sulla riqualificazione della piscina Guargnè; abbiamo progettato e realizzato collegamenti per migliorare la viabilità. Tutto ciò deve e doveva essere fatto in piena trasparenza, evitando qualsiasi infiltrazione della criminalità organizzata. Per questo il Protocollo che firmiamo oggi è di particolare valore».

Valerio Toniolo spiega anche gli strumenti utilizzati: «Abbiamo realizzato – in accordo con la Prefettura di Belluno e con il ruolo attivo della Provincia di Belluno – una banca dati nell’ambito della piattaforma denominata OpenCortina per rafforzare gli strumenti di controllo e contrasto a tentativi di infiltrazione mafiosa».

Il prefetto Adriana Cogode ricorda: « In questo periodo, segnato dalla pandemia con i suoi strascichi sociali ed economici con possibili derive fuori dalla legalità, è tanto più indispensabile un atto come questo, che si inserisce nel solco della collaborazione istituzionale già da tempo avviata con tutti gli attori del territorio, in primo luogo i Comuni e la Provincia, finalizzata a tutelare l’economia bellunese da possibili ingerenze illecite, sempre possibili anche in un contesto, quello bellunese, che si conferma sano. Si tratta di un obiettivo prioritario, per il cui raggiungimento la Prefettura e le Forze dell’Ordine stanno producendo un notevole sforzo che, solo nell’ultimo anno, ha portato all’adozione di quattro interdittive antimafia nei riguardi di imprese operanti nel Bellunese, due delle quali aventi sede in altra provincia e impegnate nei lavori di ammodernamento della strada statale 51 di Alemagna. Ciò è stato possibile grazie al costante monitoraggio assicurato dal Gruppo interforze antimafia provinciale, coordinato dalla Prefettura, di cui fanno parte le Forze di Polizia e la Direzione investigava antimafia e alla continua verifica della sicurezza e della regolarità dei cantieri di lavoro».

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