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martedì 2 Marzo 2021,

Cosa resterà di questi Mondiali di sci 2021?

Per Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, restano tanti buoni risultati, ma anche l’indicazione che è necessaria una grande programmazione in vista delle Olimpiade del 2026.

«Cosa resterà di questi Mondiali di sci 2021?». Questa la domanda che si è posta la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, a poche ore dalla conclusione di questo straordinario evento iridato. A suo giudizio «restano sicuramente la bellezza delle nostre montagne e la capacità organizzativa palesata dai vari soggetti coinvolti, a partire dalla Fondazione, che si è dimostrata uno strumento valido, in grado di dialogare con le Istituzioni e i singoli territori».

Secondo Berton resta anche «una vetrina internazionale, le cui opportunità – sul medio-lungo periodo – dobbiamo sfruttare con lungimiranza, sviluppando strategie accorte di marketing. Resta l’emozione di un territorio che ha rialzato la testa e che si è scoperto un’eccellenza mondiale riconosciuto e riconoscibile. Resta una Cortina che si riconferma Regina della montagna e unica vera capitale delle Dolomiti Unesco, patrimonio dell’umanità. Resta tanto orgoglio per aver offerto al mondo una bella pagina di sport nel mezzo di una feroce pandemia».

Ma Berton sottolinea poi che «restano però anche le criticità di una provincia che, dal punto di vista viario e infrastrutturale, è letteralmente in ginocchio. La viabilità in tilt di domenica sull’Alemagna è l’ennesima pagina triste di una storia senza fine, figlia di una politica miope e di una strategia assente, di ritardi incomprensibili. Chiediamoci con franchezza: se i Mondiali non fossero stati a porte chiuse a causa delle restrizioni derivanti dal Covid, le nostre strade avrebbero retto l’impatto? Siamo onesti: sarebbe stato un dramma, una figuraccia davvero mondiale con il solito scaricabarile tra enti e politici».

A giudizio di Berton «questa consapevolezza deve spingerci a concentrare proprio sul tema delle infrastrutture le nostre forze e quelle del Governo appena nato, forte di due ministri bellunesi, un fatto più unico che raro. Mancano cinque anni alle Olimpiadi, cinque anni per decidere che senso dare al nostro futuro. I Mondiali hanno confermato che il territorio c’è, così come l’impegno di operatori e imprese. Manca una programmazione che sia degna di questi territori. Il Governo Draghi ha aperto nuove prospettive e c’è un Recovery Plan che potrebbe dare un nuovo impulso alla montagna. La nostra vera gara inizia oggi».

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