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venerdì 17 Settembre 2021,

Sulla vetrina del Museo Burel i «Mantra for a City»

Daniela Zangrando: i musei vengono messi in discussione, ma c'è catalizzazione di intensità ed energie.

Il Museo Burel di Belluno, minuscolo spazio di proposte artistiche in via Mezzaterra, lancia il progetto «Mantra for a City». Daniela Zangrando, direttice del Museo e curatrice del progetto, ha chiesto ad alcune figure «che hanno un particolare rapporto con la presa dell’arte sui contesti e le comunità» di fare un regalo a Belluno: suggerire alla città delle «formule, non delle frasi qualsiasi ma dei mantra». Dei mantra, perché? «Perché il mantra segna l’umano bisogno di coraggio, di forza, convertendolo in un motto, in un suono. Ha tantissimi livelli e consolida il proprio potere oltre la narrativa che mostra».

Da sabato 24 aprile fino al 12 giugno ogni settimana sulla vetrata del Museo Burel comparirà un mantra, rivolto ai passanti, ai cittadini, a coloro che lavorano lungo via Mezzaterra. «Sono pensieri da guardare, da fotografare, da portare a casa salvati nella galleria di foto dello smartphone, a cui buttare un’occhiata prima di dormire», spiega Daniela Zangrando, «da inviare a un amico, da immaginare, da far propri soprattutto».

Chi sono le figure che suggeriranno i mantra? Artisti, curatori museali, pensatori. Shumon Basar, Meriem Berrada, Francesco Bonami, Tracy Chahwan, Andrea Lissoni, Luca Lo Pinto, Andras Szanto.

Il virus c’entra. «I pensieri e i provvedimenti che hanno accompagnato la pandeia di Covid-19 hanno fatto emergere la forte necessità di ripensare le istituzioni museali, le urgenze e i desideri che ne determinano l’operato», ragiona la direttrice del Burel, «un processo di profonda messa in discussione ma che allo stesso tempo si sta facendo motivo catalizzatore di intensità ed energie».

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