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domenica 24 Ottobre 2021,

Zaia ha firmato l’ordinanza anti Covid per i viaggiatori

Accertamenti in porti, aeroporti e in generale su chi arriva da Paesi a rischio e dalle ferie.

L’ordinanza annunciata è arrivata. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato il documento che, «alla luce degli sviluppi della diffusione nel mondo dei contagi da variante Delta del Covid, istituisce misure di controllo e sicurezza per chi arriva negli aeroporti veneti». «Si tratta di un’attività prudenziale», specifica Zaia, «che riguarda in particolar modo alcuni Paesi europei per i quali l’Ecdc, l’European Centre for Disease Prevention and Control, segnala delle criticità. Peraltro anche in Veneto abbiamo casi di positività al rientro, poi trasmessa a soggetti che finiscono in ospedale oppure in terapia intensiva. In via di estrema cautela per la salute dei cittadini, per chi rientra da questi Paesi Europei, e che non è vaccinato, si fa obbligo di effettuare un tampone, dando l’opportunità di effettuarlo, o all’arrivo in aeroporto, o in uno dei centri tampone del territorio».

«Anche questo», fa notare Zaia, «è un lavoro di prevenzione per evitare sorprese, perché il virus purtroppo ci ha abituato a cambiamenti repentini di scenario. Vediamo peraltro che la campagna vaccinale sta funzionando anche in relazione ai soggetti ricoverati. Perciò è necessario che tutti ci mettiamo d’impegno nel collaborare per mantenere viva l’azione di screening nella popolazione».

Nel dettaglio l’ordinanza stabilisce l’effettuazione del tampone molecolare o antigenico all’ingresso in Veneto diretto o indiretto da alcuni paesi europei, quelli in cui il Covid sta destando maggiore preoccupazione: si tratta di Regno Unito, Malta, Spagna, Grecia, Slovenia, Croazia, Paesi Bassi, Belgio, Portogallo, Francia, Cipro,
Lussemburgo, Romania e Bulgaria. «I possessori di Digital Green Certificate (Dgc) si possono comunque sottoporre al tampone su base volontaria. Ai fini di sorveglianza, i soggetti che effettuano il tampone in base alle previsioni di cui sopra possono accedere ai punti tampone per un ulteriore controllo entro le 72 ore successive», si legge nell’ordinanza. «Gli operatori sanitari di cui all’art. 4 del decreto-legge n. 44/2021, in ragione della loro attività e per massima cautela effettuano un test antigenico o molecolare o anticipano il
controllo di screening al rientro al lavoro da periodi di ferie da qualsiasi provenienza con un soggiorno di durata superiore a 3 giorni lavorativi continuativi. I datori di lavoro verificano il rispetto della predetta prescrizione».

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