Belluno °C

domenica 24 Ottobre 2021,

E Buncle disse: per il turismo puntate sulla vostra autenticità

Il consulente Tom Buncle ha incontrato i giornalisti a Belluno.

Sapete come lo definiscono, i turisti, il nostro territorio bellunese? Spettacolare, avventuroso, culturale, autentico. Soprattutto autentico. E su queste definizioni adesso si tratta di lavorare, perché quegli aggettivi sono altrettante carte da giocare nella promozione turistica del nostro territorio: dobbiamo riuscire a dirlo a tutta l’Europa che la provincia di Belluno è una terra spettacolare, che si presta all’avventura, che ha valori culturali da trasmettere e che soprattutto esprime autenticità.

Parola di Tom Buncle. Il professore universitario inglese chiamato a individuare un “brand” per la provincia di Belluno ha trascorso una settimana tra le nostre Dolomiti. Ora, dopo l’analisi di duemila questionari sottoposti a turisti italiani, tedeschi e inglesi e dopo aver visto direttamente “che cosa siamo”, tocca a lui – il suo incarico termina a fine anno – spiegare alla Provincia e alla Dmo quale sarà il marchio sul quale poi costruire una strategia di marketing. E a quel punto sarà lavoro d’altri.

Nella sede della Provincia stamattina, giovedì 16 settembre, il professor Buncle ha spiegato che dai quattro aggettivi si possono declinare sei tematiche. E tutto, nella futura promozione, andrebbe ricondotto ad esse in modo deciso, consapevole, coerente. Qui in provincia il turista trova: 1) ambienti naturali spettacolari; 2) un “parco avventura” naturale; 3) luoghi e persone autentici; 4) un polo sportivo internazionale; 5) un paradiso gastronomico; 6) un tesoro culturalmente attrattivo. Però questo è solo l’inizio. Servono organizzazione, competenze, personale, serve saper raccontare le storie che mettano insieme le nostre caratteristiche chiave, serve costruire un’immagine che rifletta quegli aggettivi. Storie, ha detto Buncle, che rendano evidente il collegamento tra prodotti artigianali e turismo, per esempio, che poi vuol dire tradizione. Ovvero: autenticità. Bisogna rafforzare il collegamento anche tra industria e turismo, per esempio occhiali e turismo. E poi: una malga non è solo un bel luogo dove stare ma c’è dietro una storia di competenza, di territorio, di persone e questo va raccontato, perché l’autenticità è anche nel fare.

Roberto Padrin presidente della Provincia molto soddisfatto, il consigliere provinciale al turismo Danilo De Toni anche, Michele Basso direttore della Dmo pure. È finita l’epoca di Giuliano Vantaggi “uomo solo” della Dmo, che ha fatto molto ma molto era «marketing operativo»: serve anche quello, non si butterà via niente ma si vuole da qui in avanti lavorare in sintonia con l’identità del territorio e con un piano di marketing. «Stiamo definendo la nostra identità e tutto dovrà essere messo entro una strategia, un progetto», ha spiegato De Toni. È questo il futuro di «Vivere Dolomiti», il piano strategico del turismo in provincia di Belluno.

Anni che si parla di posizionamento, di destinazione, di marchio, di marketing. I giornalisti in sala si aspettavano qualcosa di più concreto, non tanto dal professor Buncle ma piuttosto dai bellunesi seduti al tavolo. È vero che si tratta di un percorso e il lavoro di Buncle è soltanto il primo step, però la sensazione è che sia l’ora di tradurre in pratica gli annunci di strategie. Perché la “si vede” poco, questa Dmo: che cos’è, che cos’ha fatto fin qui, quale ruolo può davvero svolgere?

«Abbiamo l’obiettivo di dare sempre più valore a Dmo Dolomiti», ha detto il presidente della Provincia, «perché svolge la funzione che la Provincia non ha» dato che le competenze sul turismo sono state trasferite alla Regione dalla legge Delrio. «Significa dar valore ai consorzi», ha puntualizzato Padrin. La Dmo, Destination Management Organization, cambierà fisionomia giuridica, probabilmente diventerà una fondazione di diritto pubblico, per essere in grado di ricevere direttamente fondi e finanziamenti (quelli dei Comuni di Confine, per esempio), per avere un suo peso proprio, insomma, una propria capacità diretta di gestione del turismo bellunese. Nel ragionamento è coinvolta la Regione del Veneto.

La Dmo attualmente ha 47 soci, ne fanno parte Comuni, consorzi turistici, attività economiche. La Dmo ha uno statuto ma non ancora un regolamento. Sarà strutturata con un organico adatto ai suoi compiti, rafforzato per darle quell’autonomina operativa che fin qui non ha avuto. Oggi la Dmo vive con i 130 mila euro che le conferiscono i soci, più i finanziamenti che vengono dai bandi regionali a cui l’ente partecipa. Uno scenario che, nelle intenzioni, dovrebbe presto cambiare.

Luigi Guglielmi

2 commenti

  • Bravo Mr. Buncle!! Ci voleva un anglosassone per scoprire quanto sia bella, interessante sotto diversi punti di vista questa provincia. Speriamo che gli albioni, almeno loro, vengano a scoprirla.

  • “Cambierà fisionomia giuridica…”
    Da più parti si propone di cambiare l’acronimo assolutamente , nonostante l’aggiunta Dolomiti INCOMPRENSIBILE non memorizzabile pertanto inadeguato a catalizzare un progetto così importante !
    Belluno Dolomiti è troppo perfetto (per esser utilizzato unilateralmente da tripadv…..)
    Cari Salutoni Dolomytici
    Dario Dall’Olio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: