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domenica 24 Ottobre 2021,

Narcisi, il progetto bellunese di tutela fa scuola e amplierà il suo raggio d’azione

Il bilancio dell'iniziativa avviata due anni fa da Unifarco, con la collaborazione del Gruppo Natura Lentiai e del Comune di Borgo Valbelluna.

Il progetto bellunese di tutela dei prati a narciso fa scuola. Si prepara ad ampliare il raggio e a diventare un modello di gestione per l’intero arco prealpino, con l’obiettivo ambizioso di espandere e applicare le linee guida in diverse altre zone in Italia. Il punto del progetto nato due anni fa su iniziativa di Unifarco, con la collaborazione del Gruppo Natura Lentiai e del Comune di Borgo Valbelluna, è stato fatto oggi, giovedì 14 ottobre, durante una conferenza stampa. Il lavoro e l’implementazione delle buone pratiche – quali sfalcio tradizionale, recinti elettrificati per limitare i danni dei cinghiali e raccolta manuale del veratro – tra Col d’Artent e Col Moscher hanno permesso di arrivare a uno dei risultati migliori degli ultimi anni, ovvero un’ampia fioritura dell’affascinante Principe Bianco, visibile a colpo d’occhio. Un traguardo confermato anche dai dati evidenziati dai rilievi fitosociologici effettuati dal dottore forestale Alberto Scariot, che ha confermato l’importanza di aver rallentato la diffusione del veratro e del mantenimento o incremento delle specie più rappresentative registrati nelle zone prese in esame.

Un effetto positivo dovuto anche all’istituzione, nei mesi della fioritura, di un servizio navetta – organizzato dal Comune di Borgo Valbelluna – per visitare i prati, evitando di creare un parcheggio a cielo aperto con un rilevante impatto ambientale. Il progetto è stato supportato an-che attraverso una raccolta fondi e con l’omaggio di spille da zaino, grazie alla collaborazione tra il Gruppo Natura Lentiai, il Cai Feltre, Alpago e Belluno. Oltre 2.000 le spille veicolate tra gli abitanti dei comuni limitrofi e gli associati al Club, a dimostrazione dell’attenzione di tutti i turisti, non solo veneti, verso la sfera ambientale; sensibilità comune resa ancora più evidente dalla numerosa partecipazione alle iniziative promosse per la messa a terra del progetto, come la giornata di volontariato per l’estirpazione del veratro.

«Lavorare in sinergia con altre realtà del nostro territorio, facendo rete tra aziende, istituzioni e associazioni locali, è una strada virtuosa fonte di stimolo per un miglioramento continuo e per la salvaguardia della biodiversità», ha commentato Ernesto Riva, presidente di Unifarco. «Siamo orgogliosi dei risultati che vediamo oggi e, unendo le nostre forze, intendiamo esportare il progetto verso altri territori, limitrofi e non, per sensibilizzare più persone possibili sul ruolo chiave che il rispetto e la cura per la natura dovrebbero avere nelle nostre vite, sia come imprese, sia come cittadini».

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