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domenica 25 Settembre 2022,

Vincoli Comelico-Auronzo, la Provincia tra i vincitori del ricorso

Il presidente Roberto Padrin: «La tutela della montagna non può prescindere dalla lotta allo spopolamento»

«Se c’è una pietra tombale sulla tutela della montagna e dei paesaggi dolomitici, è lo spopolamento, nient’altro. Lo ha compreso anche il Tar». È il primo commento del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, dopo la sentenza con cui il Tribunale amministrativo del Veneto ha rigettato l’introduzione di nuovi vincoli paesaggistici in Comelico e nel territorio di Auronzo.

La Provincia si era costituita ad adiuvandum nel ricorso presentato dai Comuni di Auronzo, Comelico Superiore, Danta, Santo Stefano, San Nicolò e San Pietro, consapevole dell’alterazione del ruolo delle amministrazioni locali che sarebbe derivato dall’imposizione dei vincoli. Il caso era montato a ridosso della presentazione del progetto di realizzazione dei nuovi impianti sciistici Padola-Pusteria.

«Ringraziamo gli avvocati Livio Viel ed Emma Pierobon per aver seguito da vicino la questione», sottolinea il presidente della Provincia. «Il fatto che il Tar abbia riconosciuto che eventuali nuovi vincoli avrebbero compresso – per non dire annullato – le possibilità di sviluppo economico dell’area del Comelico rende merito a quanto diciamo da tempo, cioè che lo spopolamento è la vera causa del declino di un territorio e in quanto tale vanno trovate tutte le misure per contrastarlo. Da parte nostra, con gli strumenti di cui è dotata oggi la Provincia, abbiamo avviato diverse misure per combattere la sparizione dei servizi in quota e per agevolare la permanenza delle persone nelle terre alte. L’impossibilità non solo di realizzare i nuovi collegamenti sciistici, ma di annullare qualsiasi tipo di intervento, anche solo di sistemazione edilizia, avrebbe compromesso le capacità di sviluppo di un’intera vallata».

«La montagna è un sistema di equilibri molto delicato, tra la corretta tutela dell’ambiente e il legittimo diritto a viverci – aggiunge il consigliere provinciale delegato all’Ambiente, Simone Deola -. L’impianto vincolistico deve essere sempre ponderato rispettando questo equilibrio».

«La sentenza del Tar ci consegna un messaggio forte e chiaro: lo sviluppo delle comunità locali è condicio sine qua non per tutelare il paesaggio. Lo sappiamo bene noi bellunesi, visto che le nostre zone sono il frutto di una tradizione millenaria, disegnate dall’abitare quotidiano – conclude il presidente della Provincia -. In questo senso fa più danni lo spopolamento che non la costruzione di una infrastruttura, non impattante, funzionale all’economia locale».

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