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domenica 25 Settembre 2022,

Trasporto pubblico, continua la protesta. Autisti pronti allo sciopero

Pesano scarsità di personale, stipendi bassi e fermi da troppo tempo, ritmi insostenibili. I sindacati: «I lavoratori chiedono scusa agli utenti. Da parte nostra siamo convinti che i cittadini, molto più che l’azienda e la politica, sapranno capire le loro ragioni».

Gli autisti di Dolomitibus sono pronti allo sciopero. Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori del trasporto pubblico locale. La carenza di manodopera e quindi la scarsità di addetti e la quasi totale impossibilità di far fronte al ricambio generazionale è un problema registrato in maniera trasversale da molti settori. Il trasporto pubblico lo avverte in modo particolare e la situazione a Belluno è parecchio critica. Ma la scarsità di autisti non è l’unico problema. Si aggiungono, come spiegano i sindacati, stipendi bassi e fermi da troppo tempo e ritmi di lavoro non sostenibili.

«A quanto pare l’azienda non vuole proprio ascoltare i lavoratori e i loro rappresentanti. A quanto pare è più conveniente continuare a giustificarsi “non si trovano autisti” anziché tentare di risolvere realmente la situazione», sottolineano Fitl Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti e Faisa Cisa. «Da parte nostra non abbiamo mai sottovalutato il tema dell’emergenza nazionale rispetto alla difficoltà di trovare manodopera specializzata nel trasporto pubblico ma, con la stessa coerenza, abbiamo pensato che su questo territorio ci fossero molti margini di miglioramento per rendere appetibile questo lavoro. Abbiamo chiesto ripetutamente un confronto urgente sui turni, ormai invivibili, e ci è stato risposto che “ripristineremo la commissione turni” (Quando? Come? Con chi visto che i rappresentanti sindacali dei lavoratori non riescono nemmeno a partecipare alle riunioni, essendo precettati alla guida)».

Gli stipendi sono fermi dal 2004. «Abbiamo chiesto di rivedere la contrattazione aziendale interna aggiornando quelle voci, legate alla retribuzione», continuano i sindacati. «Ci è stato risposto, nell’ultimo incontro, con l’ennesima una tantum, legata per lo più ai provvedimenti governativi “Per quest’anno è così, poi si vedrà”. Davvero questa azienda pensa che il personale possa vivere una tantum e poi si vedrà? Davvero si pensa che la contrattazione si possa limitare ad un premio (quando riconosciuto) in forma di welfare? Abbiamo ribadito la necessità di un aumento strutturale della retribuzione, pur con step e cadenze diverse, per adeguarla al costo della vita. Ci è stato risposto che, per l’ennesima volta non ci sono le condizioni per aumenti strutturali».

Le organizzazioni sindacali annunciano che chiederanno un incontro urgente alla Prefettura per spiegare le ragioni della protesta. Ieri sera intanto si sono confrontati con i lavoratori «e abbiamo ricevuto un chiaro mandato a proseguire finché l’azienda non dimostrerà la reale volontà di discutere un miglioramento da subito e strutturale delle condizioni economiche e di vita dei lavoratori», tengono a precisare. «Con la stessa chiarezza i lavoratori della Dolomiti Bus si rivolgono a tutti gli utenti chiedendo scusa, loro stessi, per gli eventuali disagi che la protesta potrebbe portare. Da parte nostra siamo convinti che i cittadini, molto più che l’azienda e la politica, sapranno capire le loro ragioni».

Martina Reolon

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