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lunedì 26 Febbraio 2024,

Nel 2022 in Veneto 22 omicidi, 13 di donne, in maggioranza compiuti dal partner

L'Istat: in Italia il 92,7% delle donne è stato ucciso da un uomo, il 94,4% degli uomini è stato ucciso da un uomo (Pexels-Neosiam2021)

Nel Veneto nel 2022 sono avvenuti 22 omicidi volontari. In maggioranza le vittime sono donne, 13, delle quali 8 sono state uccise dal partner o dall’ex partner, 4 da un altro parente e 1 da un uccisore sconosciuto alla vittima. Dei 9 maschi uccisi l’anno scorso nel Veneto, 3 sono stati uccisi dal partner o ex partner, 2 da un altro parente, 1 da un conoscente, 3 da un uccisore sconosciuto alla vittima.

Sono i dati riferiti alla nostra regione contenuti nel report dell’Istat diffuso oggi, venerdì 24 novembre. In Italia, scrive l’Istat, l’anno scorso si sono contati 322 omicidi (+6,2% rispetto al 2021), 126 donne e 196 uomini. Cresce il numero di uomini uccisi da sconosciuti e di donne uccise da parenti. Nei casi in cui si è scoperto l’autore, il 92,7% delle donne è vittima di un uomo, mentre nel caso la vittima sia un uomo nel 94,4% dei casi l’omicida è un uomo. Il 77,6% delle vittime di omicidio è composto da cittadini italiani, il 22,4% da stranieri. Il 92,7% degli italiani è ucciso da italiani (tra le donne il 93,9%) e il 71,6% degli stranieri è ucciso da stranieri. Sono 61 le donne uccise da un partner o un ex partner, tutti di sesso maschile. Sulla base delle informazioni disponibili, l’Istat stima che i femminicidi siano 106, sul totale delle 126 donne uccise. Il dato è in linea con quanto rilevato negli ultimi tre anni.

Il livello di omicidi commessi in Italia, pur avendo registrato nel 2022 un aumento rispetto all’anno precedente, è comunque basso se confrontato al contesto dell’Unione europea. All’interno dell’Ue nell’anno 2021 (ultimo anno disponibile) la Lettonia è caratterizzata dalla situazione più critica (5,18 omicidi per 100mila abitanti), seguita a grande distanza da Lituania e Finlandia (2,50 e 1,70 rispettivamente). Nel 2021 l’Italia occupava il ventiduesimo posto tra i 27 paesi Ue con 0,51 omicidi per 100mila abitanti, a fronte di una media generale di 0,83. Valori ancor più contenuti si registrano in Lussemburgo, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovenia (tra 0,47 e 0,43) e infine Malta (0,39 omicidi per 100mila abitanti). «Ovviamente questi dati vanno confrontati con cautela» avverte l’Istat, «in quanto possono esserci differenze metodologiche alla base dei conteggi, tenendo inoltre conto che i Paesi con una dimensione demografica molto contenuta possono presentare tassi molto diversi da un anno all’altro pur a fronte di piccole variazioni del fenomeno».

Per le sole vittime donne, l’incidenza media degli omicidi nella Ue – calcolata per i 23 Paesi di cui sono disponibili i dati – è pari a 0,60 omicidi per 100mila donne. L’Italia, con 0,39 omicidi per 100mila donne nel 2021, precede solo l’Irlanda (0,28) e Malta, dove non ci sono state vittime donne nell’anno 2021. Situazioni simili a quella italiana caratterizzano anche Paesi Bassi, Polonia e Spagna (tra 0,42 e 0,40 omicidi per 100mila donne).

Per le donne si conferma un quadro stabile in cui le morti violente avvengono soprattutto nell’ambito della coppia. È pari allo 0,20 per 100mila donne il tasso delle donne uccise da un partner o un ex partner – sia esso un coniuge, un convivente o un fidanzato – era 0,23 nel 2021, mentre per gli uomini, lo stesso tasso è pari a 0,03 per 100mila uomini. Erano tutti maschi i partner delle 61 donne uccise nell’ambito della coppia, mentre gli otto uomini vittime di partner sono stati uccisi da sei donne e da due uomini. Le donne uccise da altri familiari (43) sono state uccise da uomini nell’81,4% (35 casi) e da donne in otto casi. Sono quasi tutti maschi gli assassini degli uomini uccisi da parenti (26 su 27). I parenti sono autori anche di omicidi di persone in età avanzata, ma in questo caso le differenze tra i sessi sono importanti, a svantaggio delle donne (0,14 per 100mila uomini con più di 75 anni, 0,36 per 100mila donne della stessa età). Le donne nelle età centrali sono uccise in prevalenza dai partner (0,33 per 100mila donne dai 35 ai 54 anni), il picco è pari a 0,39 per 100mila donne di 35-44 anni; gli uomini giovani adulti sono uccisi soprattutto da sconosciuti, il tasso più alto appartiene ai 18-24enni (0,75 per 100mila uomini di 18-24 anni), ai 35-44enni (0,66) e 25-34enni (0,60). Le donne che abitano nel Nord-est presentano tassi doppi di omicidi da parte di partner o ex partner (0,32 per 100mila donne del Nord-est) rispetto al Nord-ovest (0,16) e al Centro (0,17). Livelli più bassi della media anche nelle Isole (0,18) e al Sud (0,19).

Vengono definiti omicidi di genere, comunemente detti femminicidi, quelli che riguardano l’uccisione di una donna in quanto donna. Come abbiamo visto, in totale si tratta di 106 femminicidi presunti in Italia, su 126 omicidi con una vittima donna. Tra le restanti 20 vittime donne, due sono state uccise da conoscenti uomini con moventi diversi: la rapina per una e la follia per l’altra; 15 sono state uccise da sconosciuti (14 uomini e una donna), con diversi motivi, come la follia (nove casi), gli interessi economici (quattro, incluse tre vittime di rapina) e due per altri moventi, più altre tre donne con autore non identificato.

Se si considerano i rapporti, distinti per sesso, con la popolazione residente di pari età, costruendo quindi dei quozienti specifici che descrivono il rischio di una persona di essere vittima di omicidio (sulla base degli eventi del 2022), la situazione per i due sessi presenta evidenti differenze. Per i maschi il rischio maggiore coincide con le età giovanili (18-24 e 25-34) o appena mature (35-44), mentre il rischio per le donne continua a crescere al progredire dell’età ed è massimo per le fasce più anziane. «Quest’ultimo aspetto» ragiona l’Istat «può essere almeno parzialmente spiegato con la presenza di un elevato numero di donne che vengono uccise, in età molto avanzata, da persone loro legate (in genere i partner), con il fine dichiarato di porre fine a diverse tipologie di situazioni critiche. Va sottolineato, invece, che nessun uomo è stato ucciso dalle proprie compagne per questi motivi».

L’autore delle uccisioni è quasi sempre un uomo, cui sono attribuiti il 93,7% degli omicidi, contro il 6,3% di quelli commessi da donne. Gli uomini uccidono in prevalenza altri uomini (153 su 267, il 57,3%) e nel 42,7% donne. Le 18 donne autrici di omicidio hanno ucciso nove uomini e nove donne. Analizzando congiuntamente la relazione tra i sessi di vittima e autore e la distinzione tra vittime italiane e vittime straniere, in entrambi i casi gli uomini uccidono in misura maggiore altri uomini. Tuttavia, gli uomini italiani uccidono con più frequenza le donne (44,3%) rispetto agli uomini stranieri (37,9%). Gli omicidi – e molti altri tipi di reato – sono prevalentemente interetnici.

Nel 2022 “liti, futili motivi, rancori personali” sono il primo movente per omicidio (45,3%), il valore più rilevante per le vittime di ambo i sessi (53,1% per gli uomini e 33,3% per le donne). Seguono i “motivi economici” (inclusi gli omicidi a scopo di rapina), che costituiscono il 14% del totale, con un peso decisamente maggiore tra le vittime maschili rispetto a quelle femminili (17,9% degli omicidi di maschi e 7,9% di quelli di donne). Viene attribuito a uno stato di “follia” dell’autore una parte non indifferente degli omicidi (11,2% in totale), con un peso molto più rilevante nel caso di vittime donne (18,3% contro 6,6%), e lo stesso succede quando il motivo è quello “passionale” (16,7% contro 4,6% per le vittime di sesso maschile). Nel 4,3% dei casi il motivo addotto dall’omicida è quello di voler interrompere una grave malattia della vittima. Questo è avvenuto solo nei confronti di donne, in massima parte di età molto avanzata (in 14 dei 126 omicidi di donne, pari all’11,1% del totale). Nel rimanente 15,8% dei casi (17,9% per i maschi e 12,7% delle femmine) il movente è rimasto indeterminato.

Luigi Guglielmi

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