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sabato 20 Luglio 2024,

Il ringraziamento e il saluto del prefetto Savastano alla comunità bellunese

In partenza per la nuova sede di Cuneo ha augurato di guardare al futuro con fiducia, perché i motivi per farlo non mancano, e ha spronato a fare squadra e a collaborare.

Passare dalla lamentela alla proposta e avere la capacità di fare squadra e collaborare: questo due auspici che il prefetto di Belluno, Mariano Savastano, si è sentito di formulare alla comunità bellunese nel momento del saluto dopo oltre tre anni di permanenza nel capoluogo delle Dolomiti. Lunedì 15 luglio il prefetto prenderà infatti servizio a Cuneo, sede che gli è gradita per ragioni logistiche (la moglie lavora a Torino) e che rappresenta anche un passo avanti nella carriera dal momento che guiderà la Prefettura della provincia più estesa d’Italia che conta quasi 600 mila abitanti.

L’ultimo giorno di lavoro a Belluno sarà venerdì 12 e, in vista della partenza, il prefetto ha incontrato questa mattina i rappresentanti della stampa per “consegnare” loro alcuni messaggi da trasmettere alla popolazione bellunese che l’ha accolto dall’aprile del 2021.

Innanzitutto i ringraziamenti, ai suoi collaboratori e a tutti i protagonisti della vita della provincia, dai responsabili delle istituzioni ai dirigenti delle realtà economiche, agli esponenti del mondo del volontariato e della società civile, sottolineando il valore e l’importanza del lavoro di squadra che in molti casi è stato attuato e senza il quale – ha sottolineato – non si ottengono risultati, né in fatto di sicurezza, né in nessun altro ambito. Lavoro di squadra per il quale serve creare solidi legami umani e professionali che in provincia è stato possibile realizzare grazie a tante persone di qualità.

Ripensando al periodo trascorso a Belluno, il prefetto Savastano ha ricordato i numerosi momenti di difficoltà che ha dovuto affrontare: dal Covid alla guerra in Ucraina, con il conseguente arrivo di profughi anche nel Bellunese; e poi l’inflazione, l’aumento dei costi, l’emergere di nuove povertà e di disagi crescenti, la difficoltà di concludere i cantieri pubblici avviati. Tutti problemi affrontati nella ricerca di soluzioni condivise e, a questo proposito, il prefetto ha portato ad esempio la gestione dei migranti sottolineando con soddisfazione che nessuno è stato abbandonato grazie all’aiuto ricevuto da tanti sindaci e non solo.

Dopo aver ricordato l’impegno di aprire le porte della Prefettura, con una comunicazione diretta e immediata dei problemi, ammettendoli per quelli che sono e raccontandoli bene, e di farne anche un punto di riferimento culturale per la città, il prefetto ha confidato che porterà per sempre nel suo cuore il territorio bellunese, ringraziando suoi abitanti per quanto ha ricevuto e augurando loro di guardare al futuro con speranza e fiducia perché i motivi per farlo non mancano, dai progetti finanziati dai fondi Pnrr alle prossime Olimpiadi, tutte occasioni importanti di sviluppo.

Ma perché ciò si concretizzi – questa l’ultima raccomandazione del prefetto – è necessario che ci sia maggiore gioco di squadra e maggiore collaborazione e, anche, più entusiasmo, un entusiasmo che sia percepibile perché allora può trascinare e diventare volano di tante nuove e importanti iniziative. E anche in questo caso ha voluto fare un esempio: camminando per le strade del Bellunese non si percepisce che si tratta di una provincia olimpica. Perché non mettere i cinque cerchi olimpici in piazza dei Martiri a Belluno? Perché non pensare anche ad altri simboli che coinvolgano e che testimonino la passione, la voglia di costruire, l’attesa?

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