Dolomiti Bellunesi. Le mie montagne preferite e lo dico sinceramente. Mi legano in parte alle mie origini ed anche alla mia frequentazione del “mitico” Istituto Follador di Agordo, l’ex Scuola Mineraria per eccellenza di ieri e che oggi, “teoricamente”, è diventato un Istituto Geotecnico come altri. Dico teoricamente perché per fortuna i docenti, quando arrivano ad insegnare lì, cogliendo lo spirito della tradizione, se ne fregano dei programmi ministeriali e continuano ad insegnare le materie specifiche secondo le buone consuetudini. E ad Agordo si continuano a sfornare diplomati super richiesti dal mercato del lavoro specialistico. Anche se purtroppo gran parte degli stessi sceglie la facile via del lavoro in fabbrica, auto-tarpandosi le ali. Ali che porterebbero a trasformare il lavoro in un’avventura e non solo come un modo per stare comodamente nei dintorni di casa.
Una miope gestione delle riforme scolastiche ha, in un passato ormai remoto, snaturato l’Ingegneria Mineraria relegandola a qualcosa di totalmente diverso (Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio) e nel passato più recente, come detto, anche la specialità mineraria di scuola superiore. Il tutto per una crassa ignoranza sulla valutazione delle risorse naturali del nostro territorio. Pensando alle miniere come dei buchi nella terra stile vecchio Far West, ormai assenti, si è pensato che di miniere non ce ne fossero più e quindi si è reputato inutile continuare a studiarle. Un errore becero che sarà difficile sanare.
Anche perché nel frattempo si è sviluppata l’integralista visione “green” non pensando che, se non prendiamo le materie prime che abbiamo dal nostro sottosuolo, diventiamo succubi di altri paesi come ad esempio la Cina. In questi Paesi si pratica lavoro minorile senza tutele per i lavoratori e senza rispetto ambientale. L’inquinamento peraltro non rispetta i confini: i venti e le correnti marine portano ovunque le tracce nocive di lavorazioni obsolete. Spostare il problema delle risorse altrove incentiva, quindi, tutto quanto di negativo si possa pensare di far subire al nostro globo terracqueo.
Oggi più che mai sarebbe necessario tornare ad una sana autarchia. La Geologia va a braccetto con la Tecnica mineraria. La dotta conoscenza tecnica può portare allo sfruttamento delle risorse naturali in modo sostenibile. In Trentino il problema della sicurezza in certi versanti si è risolto togliendo accumuli di materiali rocciosi franati nei secoli. Tali materiali sono rientrati nel riutilizzo a discapito di ulteriori escavazioni. Quindi si sono ottenuti due risultati con una singola azione. Lo studio del territorio è essenziale alla stabilità e tutela dei terreni ma anche alle politiche sociali ed economiche.
Danilo Coppe
*geominerario e esplosivista












Una risposta
Ringrazio il geologo Danilo Coppe per le sue illuminanti considerazioni sulla visione geologica del nostro territorio e sui relativi programmi scolastici. Maria Grazia Passuello