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mercoledì 21 Gennaio 2026,

La spada nella roccia… dolomitica

Il nostro approfondimento dedicato al progetto Interreg «Klang2. Miniere, forni, fucine, spade»

Sul numero 49 dell’Amico del Popolo “di carta” dell’11 dicembre, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero il nostro approfondimento dedicato al progetto Interreg «Klang2. Miniere, forni, fucine, spade»

Tra montagne e valli, tra Feltrino, Alto Agordino, Tirolo e Alto Adige, il ferro si trasforma ancora in lame e storia, rivelando un passato di maestria artigiana e scambi transalpini.

La scorsa primavera ha preso il via «Klang2. Miniere, forni, fucine, spade», progetto finanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027 nato per proseguire e ampliare il percorso iniziato con «Klang. Spade di leoni e aquile», realizzato nell’ambito della programmazione 2014-2021.

E se la prima ‘‘puntata’’ aveva studiato e ripercorso la storia dell’estrazione del metallo, della sua lavorazione e trasformazione in lame fino alla vendita coinvolgendo i territori di Colle Santa Lucia, Belluno, Santa Giustina, Maniago e Innsbruck, oggi il progetto si estende anche al Feltrino, all’Alto Agordino, al Tirolo e all’Alto Adige, territori che facevano parte di un autentico circuito protoindustriale di estrazione e lavorazione del ferro, fusione e produzione di armi bianche.

Le cave del Fursil, a Colle Santa Lucia.

Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento la nostra provincia produceva un milione e 100 mila libbre di ferro, 500 libbre di ferro crudo e 50 tonnellate di acciaio. Con questo materiale si producevano duemila spade per l’Arsenale di Venezia e dal ferro crudo si ricavavano le palle di cannone, sempre destinate a Venezia. Settantaduemila spade sono state inviate nel mercato dell’Inghilterra e della Scozia. (…)

La lama ritrovata nel maggio 2021 nel Piave.

E una lama ritrovata tra le acque del Piave potrebbe custodire segreti antichi. «La lama in questione è stata rinvenuta nel maggio del 2021 in comune di Valdobbiadene, all’altezza del ponte di Fener, vicino al confine con il Feltrino», spiega Giovanni Sartori, esperto di riferimento già nell’ambito della prima ‘‘puntata’’ di «Klang», studioso di chimica del restauro e incaricato, con l’Università di Venezia, per lo svolgimento dell’indagine sperimentale. (…)
Martina Reolon

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Le miniere del Fursil, attestate per la prima volta nel 1177 con un decreto di Federico Barbarossa che ne riconosceva la proprietà al convento di Novacella, sotto il controllo del Principato vescovile di Bressanone, costituirono per oltre cinque secoli un nodo strategico dell’economia del Principato. (…)

Il recente volume di Silvia Grego, Le miniere del Fursil – I fornari del vescovo di Bressanone. Una realtà siderurgica nelle Dolomiti centrali in età moderna (Istitut Cultural Ladin «Cesa de Jan», 2025), da cui sono contenute queste informazioni, approfondisce il non semplice lavoro dei forni fusori. (…)
Luisa Manfroi

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