L'Amico del Popolo digitale

L’Amico del Popolo 25 DICEMBRE 2025 - N. 51 Dai nostri paesi Cortina - Centro Cadore - Comelico 32 Domenica 7 dicembre sera la sala Tamis di Agordo ha ospitato l’incontro promosso dalla Provincia di Belluno per creare attenzione sui Giochi Olimpici Invernali dell’imminente 2026, a 70 anni dalle epiche giornate di quel gennaio/febbraio 1956 a Cortina d’Ampezzo. Si è trattato del primo appuntamento itinerante che ha scelto Agordo per la presentazione del libro di Massimo Spàmpani (con Eleonora De Filippis) «Cortina 1956. Le prime Olimpiadi bianche in Italia». Le ultime olimpiadi romantiche - ha sottolineato l’autore - cioè non tecnologiche, con un’ampia gamma di stratagemmi ed escamotages per fare bella figura di fronte a un mondo che si stava attrezzando a ben altri scenari sul campo e in video. Spampani, dalla prosa fluente e coinvolgente, ha intrattenuto i presenti con le immagini (sul grande schermo fornito dalla Sezione Agordina del Cai) ma soprattutto con tanti aneddoti e situazioni di sicuro interesse, espressione di una comunità ancora pregna di umanità e semplicità. Situazioni talvolta imprevedibili e quasi boccaccesche, come nel caso di Toni Sailer addormentatosi fino a ora tarda, che gareggiò in una situazione di quasi emergenza col numero 135, o come per l’incidente occorso all’ultimo tedoforo che inciampò cadendo clamorosamente nel momento più topico. Accanto a Spampani sono intervenuti i due atleti paralimpici René De Silvestro e Luca Palla, parlando dei propri handicap con grande semplicità e dando atto della forza che lo sport può infondere ai diversamente abili. Presente il presidente della Provincia Roberto Padrin, ha suscitato qualche perplessità la presenza di un pubblico non numeroso ma, ancora di più, la totale assenza di un rappresentante delle amministrazioni del comprensorio agordino in questa prima tappa del percorso che ha in calendario anche Belluno, Feltre, Pieve di Cadore. Giorgio Fontanive il racconto di Situazioni imprevedibili e quasi boccaccesche, come nel caso di Toni Sailer... Nei giorni scorsi, all’associazione Seas di Comelico Superiore è stato consegnato il nuovo Fiat E-Doblò elettrico donato da Volksbank. L’iniziativa rientra nel progetto «Social Green Mobility», con cui Volksbank conferma il proprio impegno a favore della sostenibilità sociale e ambientale e si tratta della seconda donazione di un mezzo elettrico nella provincia di Belluno, dopo quella del pulmino elettrico consegnato alla cooperativa Società Nuova lo scorso novembre. Il veicolo sarà utilizzato per il trasporto sociale di persone anziane, disabili o in condizioni di fragilità nelle valli del Centro Cadore e del Comelico, territori montani in cui l’accesso ai servizi sanitari risulta spesso complesso. A livello provinciale cresce, infatti, la necessità di servizi di trasporto solidale, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, spesso residenti in zone isolate e lontane da ospedali e ambulatori. Il nuovo Fiat E-Doblò è dotato di pedana per il carico delle sedie a rotelle e di una configurazione interna modulabile, con spazi dedicati anche all’accompagnatore. Il mezzo consentirà di facilitare gli spostamenti verso le strutture sanitarie, riducendo i costi del servizio e permettendo alle ambulanze di essere impiegate esclusivamente per le emergenze. Attiva dal 1978, la Seas di Comelico Superiore svolge un ruolo fondamentale e molto prezioso nel territorio, garantendo servizi di accompagnamento verso ospedali e ambulatori e favorendo l’inclusione sociale. L’associazione conta oltre 100 associati e 73 volontari attivi, opera in convenzione con l’Azienda Ulss n.1 Dolomiti e interviene anche su richiesta di privati cittadini. «Siamo lieti di donare, a pochi giorni da Natale, un nuovo mezzo elettrico all’associazione Seas, che eroga servizi di grande utilità per le persone», ha dichiarato Barbara Zannin, direttrice dell’area di Belluno di Volksbank. «Con questo gesto ribadiamo il nostro ruolo di banca motore del territorio e la nostra vicinanza alla provincia di Belluno, contribuendo a costruire una società più inclusiva e orientata al benessere. Un ringraziamento speciale va a tutta la rete di volontarie e volontari per il loro impegno lodevole». Parole di gratitudine sono state espresse anche da parte del presidente di Seas. «Posso solo ringraziare Volksbank per essere sempre al nostro fianco e, di conseguenza, al fianco delle popolazioni cadorine e comeliane», ha affermato Fabrizio Sarenti, «da oggi potremo contare su un nuovo mezzo che ci aiuterà quotidianamente a offrire un servizio sociale fondamentale, migliorando gli spostamenti dalle abitazioni verso ospedali e case di cura». Yvonne Toscani COMELICO SUPERIORE - Il nuovo mezzo Seas. comelico superiore - È stato donato da Volksbank ai volontari Un mezzo elettrico per Seas L’associazione lo userà per il trasporto di persone anziane, disabili, fragili lozzo di cadore Quando il presepe illumina il giardino Il Cadore presenta una bella varietà di rappresentazioni della Natività realizzate in spazi pubblici (in siti religiosi e civili) e privati. Ognuna di essa racconta il grande evento in modo particolare ed ognuna dà conto di un buon lavoro di preparazione e di disponibilità apprezzabile. Rispondendo a una consuetudine di vecchia data, la famiglia Da Pra Festini di Lozzo ha voluto rinnovare nel proprio giardino, questo presepe che appare ancor più suggestivo in versione notturna. C.L. LOZZO - Il presepe della famiglia Da Pra Festini. La copertina del libro di Massimo Spampani. auronzo di cadore - La conferenza di presentazione della ricerca Dopo Roma il Cadore fu sempre abitato La Soprintendenza ha suggerito di realizzare anche uno studio genetico cortina-agordo - La prima tappa di presentazione del libro di Massimo Spampani Le prime olimpiadi bianche, le ultime romantiche Presente il presidente della Provincia, poco pubblico, amministratori assenti Nel ricco programma messo in cantiere dalla Magnifica Comunità di Cadore per celebrare i 150 anni trascorsi dalla sua ricostituzione, spicca, in questo dicembre, l’interessante conferenza di martedì 16, svoltasi a Palazzo Corte Metto di Auronzo, sul tema «Il Cadore fra la fine dell’Impero romano e l’alto Medioevo. Come la ricerca può raccontare l’identità di un territorio». Lo studio, i cui esiti sono stati presentati nell’incontro, si è sviluppato a partire dall’anno scorso, quando, in occasione del nuovo catalogo del Marc, era stato deciso di attivare una collaborazione a tre tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (depositaria dei numerosi reperti), l’Università di Trento e la Magnifica Comunità. L’opportunità di accedere a un finanziamento aveva reso possibile l’iniziativa. Si è scelto di prediligere un periodo di analisi importante, quello dal IV/V secolo in poi, ritenuto erroneamente meno ricco di testimonianze. L’Università di Trento ha visto impegnate la docente Elisa Possenti, figura di riferimento vista l’alta competenza, e la giovane ricercatrice Lisa Martinelli. Quest’ultima ha iniziato con un intenso lavoro di ricerca sui materiali già pubblicati. È risultato evidente come, per molti ritrovamenti archeologici, vi sia una certa carenza di “scientificità”, magari perché sporadici e frutto di scavi non professionali. Ne è seguita l’opera di raccolta delle immagini e la verifica di quanto è ancora presente, e magari non ancora studiato con l’approfondimento dovuto. La ricercatrice, per giungere a un punto d’arrivo, ha concluso il lavoro mettendo in fila cronologicamente e per settore (uso e destinazione) i vari reperti. Lo studio ha evidenziato quali siano, allo stato attuale, i siti più “ricchi” di reperti e di indicazioni in Cadore e ha dato evidenza scientifica al fatto che il territorio fu sempre abitato: non vi fu alcun abbandono dopo la caduta dell’Impero. La serata, presentata da Katia Tafner, ha visto la presenza, per la Magnifica, di Diego Battiston (il direttore Matteo Da Deppo ha fatto pervenire un messaggio), oltre a Elisa Possenti, Lisa Martinelli e Alessandro Asta della Soprintendenza. Da quest’ultimo è giunta un’ipotesi di sviluppo: una ricerca che comprenda anche uno studio genetico su quegli antichi abitanti. Carla Laguna AURONZO - La conferenza sulla storia antica del Cadore.

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