Belluno °C

giovedì 5 Febbraio 2026,

I vescovi del Triveneto in ascolto e a confronto con i giovani

Una “due giorni” di dialogo e approfondimento, intitolata «È tempo di speranza per la Chiesa!», per individuare “piste” di futuro.

Attraverso un esercizio di stile “sinodale”, alla ricerca di segni concreti di speranza per la vita della Chiesa e dei territori del Nordest, si è svolta la “due giorni” di dialogo e approfondimento dei vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto che si sono ritrovati ieri e oggi, lunedì 10 e martedì 11 gennaio, presso Casa Maria Assunta a Cavallino (Venezia).

Una prima tappa dell’incontro ha visto l’intervento di alcuni giovani, dai 18 ai 29 anni, provenienti da varie realtà del Triveneto – Anna Della Lucia, Enrico De Gasperin, Laura Martini, Pietro Pesavento e Francesco Polo – che hanno raccontato le loro motivazioni di speranza e il punto di vista sulla vita sociale ed ecclesiale a partire dai vari e diversi ambiti frequentati (lavoro, formazione e mondo universitario, amicizia, volontariato, comunità ecclesiale, impegno sociale e politico ecc.).

In un secondo momento – guidati da Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, professori in sociologia – i vescovi hanno provato a sondare fermenti e dinamiche di speranza ed alcune “vie” per il futuro con una riflessione socio-culturale che ha tenuto conto dell’attuale situazione in tempo di pandemia e del cammino della Chiesa impegnata nel percorso sinodale.

Un terzo ulteriore passo ha portato i vescovi – accompagnati dal sacerdote e docente bellunese don Rinaldo Ottone e attraverso un dialogo fraterno – ad affrontare l’orizzonte teologico della speranza per ricomprendere tale virtù teologale nel contesto di vita attuale e confrontandosi, in modo particolare, sulle concrete possibilità e “luci” di speranza.

«È tempo di speranza per la Chiesa!» è stato il titolo e filo conduttore dell’incontro e molte sono state le parole-chiave e le suggestioni emerse:

  • le caratteristiche di questo tempo segnato da incertezze e preoccupazioni ma anche dal bisogno di cura dei legami e degli affetti – e soprattutto nelle fragilità che ci accomunano -, di punti di riferimento e, di un ritorno all’essenziale, ossia alla Speranza viva che è Gesù Cristo stesso, il Crocifisso Risorto che porta sempre in sé le piaghe della croce e dell’amore donato;
  • la consapevolezza dell’importanza strutturale delle relazioni umane che precedono sempre e rappresentano la condizione di ogni esigenza di indipendenza e sviluppo della persona;
  • la spinta a comprendere meglio le sfide di questo tempo per rispondervi con responsabilità e con una libertà “generativa”, capace di preparare un futuro inedito e mai scontato;
  • l’opportunità oggi esistente di un rinnovato annuncio del Vangelo attraverso forme concrete e più attuali che puntano sulla vita reale delle persone, delle famiglie e delle comunità;
  • il bisogno di riscoprire la forza della preghiera cristiana e l’intuizione che questo è un tempo opportuno per “credenti” e testimoni autorevoli in grado di “abitare” il mondo di oggi e in esso suscitare, coltivare e sostenere la fede, la carità e la speranza.

Seguici anche su Instagram:
https://www.instagram.com/amicodelpopolo.it/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *