Venerdì 10 giugno ritornerà «La Lunga Notte delle Chiese», giornata in cui i luoghi di culto delle nostre città si animano di iniziative artistiche e culturali in una chiave di riflessione e spiritualità. Nata nel 2016, in poco tempo ha avuto una notevole crescita, raccogliendo anno dopo anno numerosissime adesioni. Nel 2019, ultima edizione pre-pandemia, ha visto la partecipazione di oltre 120 diocesi italiane, 150 chiese e poi la Comunità Valdese Metodista e la Chiesa Protestante. Oltre 40.000 persone hanno preso parte alle moltissime iniziative organizzate. Poi una pandemia, il digitale che ha alternato le esperienze dal vivo nel 2020 e 2021. Ma ora si riparte.
Il 10 giugno prossimo saranno molte le chiese e le città a partecipare, da tutta Italia. Si comporrà una giornata di concerti, esibizioni artistiche, visite museali, iniziative per i bambini, testimonianze, riflessioni, e tanto altro. Un mosaico di esperienze da vivere insieme come comunità. Il tema comune della settima edizione ha come parola chiave «In-contro», scritto «dividendo con un trattino la preposizione “in” dall’avverbio “contro”, due parole tecnicamente in contrapposizione ma che esprimono insieme l’elemento centrale e significativo del dialogo, ossia quello della diversità», spiegano gli organizzatori. E risuonano le parole di Papa Francesco: «Quanto è bello sentire che gli altri sono parte di noi, non gente da cui prendere le distanze. Quando viene la tentazione di chiudersi, dobbiamo invece uscire dalla propria confort zone, cercare gli altri, allenarsi in questa “ginnastica dell’anima”, a percorrere lunghe distanze da noi stessi per accorciare quelle con gli altri, lanciare il cuore oltre gli ostacoli, sollevare gli uni i pesi degli altri».
«È sorprendente come la Lunga Notte delle Chiese sia riuscita a continuare il suo percorso nonostante le difficoltà degli ultimi due anni», commenta Stefano Casagrande, coordinatore dell’evento nella diocesi di Belluno-Feltre, «la grande rete che si era costituita fino al 2019 ora si sta ricomponendo. Numerose anche le nuove partecipazioni, sono infatti moltissime le comunità che ogni anno scoprono l’iniziativa e decidono di partecipare gettando un seme che edizione dopo edizione cresce. Una riflessione la merita anche il tema dell’IN-CONTRO emerso nell’autunno del 2021 e che poi si è rivelato incredibilmente attuale con lo scoppio della guerra in Ucraina, alle porte dell’Europa. L’assurdità del conflitto, ha acceso i riflettori su quanto sia centrale e significativo l’elemento del dialogo e di quanto sia importante trasformare il potenziale “nemico” in un “ospite”».
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