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domenica 3 Marzo 2024,

Al Calvi studenti coinvolti in Rise, il progetto promosso da Avis

Per confrontarsi sui temi della donazione e dei corretti stili di vita, attraverso un approccio innovativo (nella foto Pierangelo Da Gioz)

All’istituto tecnico-economico Pier Fortunato Calvi di Belluno il progetto Rise, promosso dall’Avis- Associazione volontari italiani del sangue, ha coinvolto una quarantina di studenti e studentesse invitati a confrontarsi sui temi della donazione e dei corretti stili di vita, attraverso un approccio innovativo: hanno formato dei team e acceso smartphone e visori, diventando protagonisti di un videogame sui temi del sociale, nonché di una serie di confronti interattivi sui valori del dono e dell’altruismo, mentre nei prossimi mesi verrà avviata una “social challenge”.

«Rise è stata un’esperienza da promuovere. Abbiamo coinvolto due classi della ragioneria merceologica, circa quaranta tra studenti e studentesse, ai quali sono state offerte quattro lezioni. Hanno risposto con entusiasmo, mettendosi in gioco – sottolinea Pierangelo Da Gioz di Abvs Belluno – Decisamente apprezzata la parte interattiva, utile ad attirare l’attenzione e a far lavorare i partecipanti in gruppo. Questi giovani hanno ancora un po’ di anni davanti prima di poter diventare donatori, ma sollevare un’attenzione verso il tema della donazione di sangue e plasma è fondamentale, poiché il volontariato è una risorsa preziosa e un investimento per il futuro. Non da ultimo, come volontario Abvs, ho portato la mia esperienza, ed è stato un bel momento di condivisione».

L’ istituto Calvi di Belluno è una delle 7 scuole che in Veneto aderiscono a Rise, il progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali pensato per gli studenti delle classi terze di 60 istituti secondari di secondo grado di 11 regioni italiane. A partecipare per il Veneto più di 160 tra studenti e studentesse: oltre al liceo delle scienze umane Primo Levi di Badia Polesine (Rovigo), l’istituto tecnico-tecnologico-economico Galileo Galilei di Arzignano (Vicenza), l’istituto Fabio Besta (Treviso), l’istituto alberghiero Elena Cornaro di Jesolo (Venezia), l’istituto tecnico industriale settore tecnologico Francesco Severi (Padova), l’istituto Stefani-Bentegodi di Buttapietra e Caldiero (Verona).

«Desidero ringraziare e complimentarmi con gli studenti del Calvi e con i loro coetanei che nelle altre scuole del Veneto stanno partecipando a Rise. Un plauso ai nostri volontari coinvolti, al personale scolastico e ai dirigenti per aver accolto l’iniziativa; rinnovo a studenti e studentesse l’augurio di un buon lavoro di gruppo e di poter trovare spazio di interazione attraverso un uso virtuoso della tecnologia per creare socialità e confronto sulla donazione di sangue e plasma, sui buoni stili di vita e sui valori civici», commenta Vanda Pradal, presidente di Avis del Veneto, che ha siglato la partnership con Avis nazionale e le Avis di Lombardia e Calabria, nonché il coinvolgimento dei volontari di Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria.

Da qui a maggio 2023, gli studenti diventeranno diretti portavoce dei messaggi del progetto, utilizzando i social network. A loro sarà chiesto di ideare delle “social challenge”, cioè delle sfide semplici e divertenti che vengono comunemente lanciate sul web per poi diventare virali: azioni simboliche volte a stimolare le riflessioni su temi di rilevanza sociale (molti di voi ricorderanno la “ice bucket challenge” lanciata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica). Ciascuna scuola sceglierà la proposta migliore sviluppata al suo interno che, a sua volta, parteciperà a un contest nazionale. L’idea più originale e innovativa (la valutazione sarà a cura delle classi e di una giuria di esperti) sarà poi lanciata sui social e, per una settimana, gli studenti lavoreranno in gruppo per dare vita a video divertenti, curiosi, ma anche toccanti, ispirati all’idea vincitrice.

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