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domenica 3 Marzo 2024,

Villaggio olimpico, i sindacati lanciano una raccolta firme per l’ex Eni

Online, sulla piattaforma change.org. E proseguono i presidi territoriali, il 29 a San Vito di Cadore, il 30 a Feltre, l’8 luglio a Belluno (foto Nicola Noro)

«Le importanti prese di posizione sul territorio di questi ultimi giorni di soggetti economici, sociali e istituzionali, di associazioni ambientaliste e di moltissimi cittadini, ci confortano sulla bontà della proposta di recuperare il villaggio ex Eni per ospitare gli atleti olimpici e preliminarmente mettere in sicurezza tutta l’area limitrofa di Cancia e Borca, già oggi a rischio massimo per il movimento franoso del Monte Antelao. Un’occasione senza precedenti per utilizzare al meglio 39 milioni di denaro pubblico e per un lascito al territorio post Olimpiadi che crei occasione di sviluppo nel lungo termine e non solo in occasione dei Giochi». Con queste parole i segretari generali territoriali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Denise Casanova, Massimiliano Paglini e Sonia Bridda, commentano gli interventi di diversi soggetti istituzionali del Bellunese, dalla presidente degli industriali al presidente della Provincia, dal sindaco di Borca alle associazioni ambientalisti, in favore della proposta rilanciata recentemente dalle tre confederazioni sindacali di recuperare il villaggio commissionato da Enrico Mattei all’architetto Edoardo Gellner agli inizi degli anni Cinquanta per ospitare il villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026.

Per questo proseguono i presidi territoriali, il 29 a San Vito di Cadore, il 30 a Feltre, l’8 luglio a Belluno. «Presidi – sottolineano Casanova, Paglini e Bridda – per sensibilizzare la cittadinanza e una raccolta firme online sulla piattaforma change.org per ottenere rapidamente una risposta dai decisori che devono a questo punto dire con urgenza quale direzione vogliono intraprendere: non tenere in considerazione le istanze del territorio e buttare dalla finestra 39 milioni di euro per una struttura da erigere e poi smantellare oppure cogliere l’occasione di mettere in sicurezza 800 abitanti dell’area di Borca di Cadore e contestualmente recuperare una struttura storica del territorio che genererebbe grandi opportunità sociali, aggregative, culturali ed economiche». Questo il link alla raccolta firme su change.org: https://chng.it/Xg299wHnmq

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