Diffondere il linguaggio teatrale non solo negli spazi convenzionali, come i teatri, ma anche in luoghi come le piazze, i parchi e quelle aree della città che possono diventare contenitori di storie, emozioni e momenti di gioco e condivisione. Questo l’obiettivo del Belluno Kids Festival che ha chiuso la sua quinta edizione con un risultato che è andato oltre ogni aspettativa. «Abbiamo pensato e programmato questo Festival per cercare di aprirlo il più possibile a tutte le famiglie e alla città e la città e le famiglie hanno risposto», sottolinea Alessandro Rossi, direttore artistico della manifestazione. «Non abbiamo ancora finito tutti i conteggi ufficiali, ma possiamo dire che tra beneficiari diretti e indiretti siamo riusciti a raggiungere tra le 2500 e le 3000 persone che per un festival alla sua quinta edizione è un risultato straordinario. Un’edizione che è stata la conferma del valore e della necessità di un progetto territoriale e multidisciplinare nato per facilitare la fruizione e l’accesso al mondo dell’arte e della cultura ai bambini e alle loro famiglie e per offrire loro luoghi e spazi dove fare insieme qualcosa di extra-ordinario».
Ventuno appuntamenti in totale di cui solo quattro prevedevano un biglietto d’ingresso a prezzo simbolico per continuare a difendere il diritto di fruire di arte e cultura per tutte le famiglie. Questo è stato possibile grazie al pubblico del Festival che ha creduto nelle proposte a pagamento, alle donazioni della raccolta fondi, al Comune di Belluno.
«È stata una rassegna – ha commentato l’assessora Roberta Olivotto – che ha aiutato i nostri cittadini più piccoli a comprendere che arte e cultura non sono qualcosa di astratto e lontano, qualcosa di cui essere fruitori passivi. Non sono appannaggio esclusivo degli spazi circoscritti dalle mura delle scuole o degli edifici deputati a “fare” cultura, ma partendo da questi, l’esperienza culturale può estendersi nelle vie, nei parchi, nelle piazze. L’arte va fatta scoprire sin da piccoli, va vissuta, deve diventare un abito mentale con cui crescere. Educare alla bellezza è anche fare prevenzione contro i vandalismi e gli eccessi che possono svilupparsi negli adolescenti. E bisogna cominciare dai più piccoli. A questo si aggiunge il fatto che gli eventi di questa rassegna costituiscono un’occasione di incontro intergenerazionale, per riscoprire una socialità non ancora del tutto recuperata, e, appunto, di scoperta dei luoghi della città».
Il Festival 2023 ha visto la città coinvolta nella sua totalità da Piazza Duomo a Piazza dei Martiri, alle vie del Centro Storico fino al Parco Città di Bologna, dai Giardini Loris Tormen a Borgo Piave. Fino ad arrivare all’Area di Lambioi che domenica 3 si è riempita di famiglie di bambini dalle 10 di mattina alle 5 di pomeriggio con giochi, spettacoli.
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