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domenica 3 Marzo 2024,

Meningite, ecco perché è meglio vaccinarsi (arriva la lettera ai 14enni)

Migliorano le condizioni del giovane ricoverato a Feltre

Il giovane ricoverato a Feltre per meningite meningococcica sta sempre meglio, dovrebbe uscirne – il condizionale prudenziale è comunque d’obbligo – senza riportare danni permanenti. Si può mettere una candela, perché il lieto fine non è per nulla scontato con la meningite: a Padova nei giorni scorsi è morta purtroppo una bambina di 5 mesi, aveva una meningite batterica da pneumococco. I batteri che possono dare meningite sono molto diffusi e c’è anche la minaccia dei portatori sani: come quello che, con ogni probabilità, ha contagiato il 17enne di Quero Vas ricoverato al Santa Maria Del Prato, ora in Neurologia, per fortuna fuori dalla Terapia Intensiva. C’è un’arma per difendersi e la Regione e l’Ulss 1 Dolomiti puntano su quella: la prevenzione. Ormai il piano vaccinale del Veneto contro la meningite è davvero consistente, rafforzato addirittura dall’estate scorsa, e la raccomandazione è sempre la solita: se arriva la lettera con l’offerta del vaccino è meglio dire di sì e andare a vaccinarsi. La Regione e l’Ulss portano avanti anche l’«offerta passiva» ovvero una campagna “di marketing” che mira a raggiungere quelle fasce di popolazione che dovrebbero seriamente considerare la vaccinazione contro la meningite.

C’erano il direttore generale Giuseppe Dal Ben e il capo della Prevenzione Sandro Cinquetti, stamattina di fronte ai giornalisti. Esistono anche le meningiti da virus (un caso recente a Vicenza, da herpes virus) ed esiste anche la meningite batterica pneumococcica, che colpisce soprattutto gli anziani (esiste un vaccino dedicato), ma oggi è stata richiamata l’attenzione sulla meningite di origine batterica da meningococco, quella che ha colpito il giovane feltrino.

Probabilmente un portatore sano l’ha contagiato, dicevamo. È un fenomeno inatteso? No, tutt’altro: il 10% della popolazione può essere portatore sano del meningococco. Stamattina, venerdì 10 ottobre, nella sede della direzione generale dell’Ulss tra personale dell’azienda e giornalisti in sala eravamo una decina. «Uno di noi, qui, potrebbe essere portatore sano di meningite meningococcica» ha detto Cinquetti, giusto per parlare chiaro. Le percentuali dicono che tra gli adulti la possibilità di un portatore sano è più limitata, mentre fra gli adolescenti supera il 25%. Più nel dettaglio, la malattia è maggiormente frequente nei bambini tra i 6 mesi e i 3 anni e negli adolescenti e giovani adulti. Per questo la campagna vaccinale si concentra sulle età più a rischio.

La meningite batterica da meningococco, quella che ha mandato in ospedale il giovane feltrino, è una malattia grave, con un’alta letalità (ne muore una percentuale che sta tra l’8% e il 15% dei malati) e con possibili conseguenze a lungo termine (il 10%-20% di chi sopravvive alla malattia continuerà ad avere disturbi dell’udito, deficit cognitivi, epilessia, altre manifestazioni). Il batterio che causa la meningite meningococcica si chiama Neisseria Meningitidis e noi ne conosciamo 13 sierogruppi, tuttavia la malattia è soprattutto causata da cinque sierogruppi, chiamati A, B, C, W135 e Y, per i quali esistono due vaccini: uno “copre” contro il meningococco B, l’altro contro il meningococco A, C, W e Y. Il giovane feltrino è stato colpito da Y, che non è tra i più frequenti.

Naso e gola: dopo un contatto stretto e prolungato con una persona malata o con un portatore sano, il batterio si piazza lì e si trasmette attraverso le secrezioni respiratorie, la tosse, uno starnuto, il muco. L’incubazione è rapida, in media tre o quattro giorni (ma può variare da due a dieci giorni) e se il batterio supera le prime vie aeree, se oltrepassa la barriera della faringe il quadro può evolvere rapidamente verso la meningite o la sepsi. «E fa un disastro». I sintomi appaiono subito molto gravi e con rapida evoluzione. Il malato di meningite accusa malessere generale, mal di testa, ha fastidio della luce, febbre, è irritabile, vomita, mostra rigidità della nuca, letargia e ottundimento dei sensi. È una «Mib», malattia invasiva batterica, genera un quadro generale pesante, può portare alla morte.

«C’è grande soddisfazione guardando al caso del giovane feltrino, che presenta un progressivo miglioramento del quadro clinico» ha detto Cinquetti. «Certo, il suo sistema immunitario ha funzionato bene, ma diciamolo chiaramente: è un successo della medicina. Gli operatori dell’ospedale di Feltre hanno trattato al meglio il caso». E molto lavoro è stato fatto anche fuori dall’ospedale, con le misure di profilassi che finora hanno scongiurato l’ulteriore propagazione della malattia.

I vaccini, dicevamo. L’azione della Regione e delle Ulss venete è molto decisa, tanto che il 70% dei nati fra il 1999 e il 2009, cioè i giovani che oggi hanno tra i 14 e i 24 anni, ha ricevuto una dose di vaccino antimeningococcico contro i sierogruppi A, C, W e Y nel 14° anno d’età. Dicevamo anche del rafforzamento della campagna della Regione: l’11 agosto una delibera di giunta ha anticipato la vaccinazione anti meningococco B nei neonati, a partire dal 76° giorno di vita, insieme varando l’offerta attiva gratuita del vaccino anti meningococco A, C, W, Y ai nuovi 14enni (quest’anno arriva la lettera, nome e cognome, ai nati nel 2009) e l’offerta passiva gratuita (senza lettera personalizzata) del vaccino anti meningococco B a tutte le persone nate dal 1997 al 2008. La delibera ha mantenuto invariata l’offerta della vaccinazione anti meningococco A, C, W, Y ai nati dal 1999 al 2009 non ancora vaccinati. Presto sarà possibile prenotare on line la vaccinazione, ma da subito chi appartiene alle fasce d’età indicate può farlo scrivendo una mail a vaccinazioni.bl@aulss1.veneto.it oppure telefonando allo 0437 514343.

«Consideriamo quello di Feltre come un “evento sentinella”» ha spiegato Cinquetti «per questo inviteremo con lettera cinque o seimila ragazzi non vaccinati e rilanceremo anche l’offerta passiva».

Si tratta comunque di vaccinazioni non obbligatorie. L’obbligo, invece, riguarda il vaccino esavalente (cioè il vaccino che agisce contro sei gravi malattie: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B, Haemophilus B), che viene somministrato in tre dosi entro il decimo mese dei neonati, e il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, con la prima dose verso l’anno e la seconda a 5 anni.

Luigi Guglielmi

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