Belluno °C

lunedì 26 Febbraio 2024,

«Ex montibus bellunensibus», il libro di Carlo Argenti e Gianni Poloniato

Sarà presentato a Palazzo Fulcis a Belluno sabato 2 dicembre alle 18, ingresso libero

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi ha pubblicato un nuovo volume, il terzo, della collana «Quaderni del museo naturalistico Dolomiti Bellunesi». Si intitola «Ex montibus bellunensibus, piante bellunesi nelle prime Flore d’Italia» e sarà presentato a Palazzo Fulcis a Belluno sabato 2 dicembre alle 18, ingresso libero.

Con questa nuova iniziativa editoriale l’Ente Parco propone un viaggio nella storia della botanica nella provincia di Belluno, proseguendo l’opera di divulgazione scientifica avviata con le due precedenti pubblicazioni riguardanti l’Erbario Caldart e l’Erbario Sandi, entrambi custoditi presso il Museo Naturalistico Dolomiti Bellunesi a Belluno.

Il volume tratta del contributo bellunese alle prime due monumentali Flore d’Italia, realizzate nel corso dell’Ottocento ad opera di Antonio Bertoloni e di Filippo Parlatore, rispettivamente a Bologna e a Firenze. Quali e quante segnalazioni dal Bellunese confluirono nei lavori dei due professori? Quali studiosi raccolsero e inviarono i loro reperti e quali tra questi risultano di particolare interesse scientifico? Quali tra le specie segnalate sono ancora oggi presenti sui nostri monti? Di questi temi gli autori, Carlo Argenti e Gianni Poloniato, danno conto a seguito di un’accurata rilettura delle prime Flore d’Italia e alle puntuali verifiche effettuate sull’Erbario Bertoloni a Bologna e presso l’Erbario Centrale Italiano a Firenze.

La nuova pubblicazione, oltre ad illustrare il contesto storico e scientifico nel quale vennero alla luce tali imponenti opere, ci fa scoprire le vicende biografiche dei protagonisti dell’esplorazione botanica in provincia e si sofferma – grazie anche a un ricco apparato fotografico – sulle specie di particolare importanza scientifica. Ne emerge la straordinaria biodiversità della montagna bellunese, ma anche la necessità di preservare questi territori in un contesto caratterizzato da rapidi cambiamenti globali.

La realizzazione del volume è stata possibile grazie al sostegno di Unifarco nell’ambito di uno specifico accordo con il Parco e grazie alla collaborazione scientifica e istituzionale degli atenei di Bologna e di Firenze, presso i quali gli autori hanno svolto le loro ricerche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d