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sabato 20 Luglio 2024,

Si rafforza l’impegno del Cantiere della Provvidenza nel settore agricolo e ambientale

Il Cantiere della Provvidenza tra i soci fondatori della Rete di Impresa “Bachicoltura Setica” e del Biodistretto Terre Bellunesi.

Gli agricoltori veneti, storici fondatori della Rete semplice Bachicoltura Setica, hanno deciso di impegnarsi con ancora maggiore convinzione per il rilancio della gelsibachicoltura in Veneto. È nata, infatti, lunedì 15 aprile, la Rete soggetto Bachicoltura Setica, che diventa un’entità giuridica a tutti gli effetti, con presidente Lino Bernardo e vicepresidente Giorgia Pattaro.
I retisti sono 7, tra essi il Cantiere della Provvidenza di Belluno. Le altre aziende sono Il Brolo Società agricola srl, con sede in Teolo (Padova), le imprese agricole di Diego Trevisan (Piombino Dese – Padova), Massimo Miotto (Istrana – Treviso), Lino Bernardo (Massanzago – Padova), Elena Frazza (Montagnana – Padova), Iolanda Reato (Paese -Treviso).

Soddisfatti la presidente del Cantiere della Provvidenza, Tiziana Martire, e il direttore, Angelo Paganin, che ha la delega per le attività del settore. Si tratta di un ulteriore tassello al percorso avviato nel 2013 con la fondazione del Cantiere della Provvidenza e contestualmente con l’avvio del ramo di azienda del Cantiere del Baco che ha il fulcro delle sue attività nel compendio di Villa Zuppani in località Pasa e Triva, in Comune di Sedico. L’impegno nel settore agricolo ed ambientale del Cantiere della Provvidenza, utilizzando il metodo biologico, ha fatto sì che in questi anni ci sia stato anche un coinvolgimento all’interno del Comitato Promotore del Biodistretto, fino ad arrivare ad essere tra i soci fondatori dell’Associazione Biodistretto Terre Bellunesi costituitasi sabato 13 aprile.

L’oggetto del contratto di Rete recita come segue:
«Le Imprese… convengono di stipulare un contratto di Rete… per lo svolgimento delle seguenti attività:

  1. ricostituire la filiera della produzione della seta dapprima in Veneto e poi in Italia, secondo criteri etici, intendendosi per etico anche la giusta remunerazione del lavoro di ciascuna delle parti coinvolte;
  2. riscoprire antichi mestieri, ma apportando agli stessi ricerca ed innovazione;
  3. creare valore aggiunto per tutti i soggetti coinvolti;
  4. contribuire alla riqualificazione ambientale;
  5. adottare i disciplinari messi a punto dal Crea (Centro agricoltura e ambiante) di Padova per la coltivazione dei gelsi e l’allevamento dei bachi da seta, così da garantire qualità e trattamento naturale;
  6. commercializzare bozzoli e tutti i sottoprodotti derivanti dall’allevamento di bachi da seta e coltivazione dei gelsi, prodotti esclusivamente dalle imprese partecipanti alla rete;
  7. prestare servizi inerenti la lavorazione dei bozzoli di bachi da seta mediante l’utilizzo di proprie attrezzatture e macchinari;
  8. partecipare ai bandi regionali e internazionali;
  9. condividere e diffondere le conoscenze e gli sviluppi dei processi operativi anche mediante attività di formazione, consulenza, addestramento, sempre nell’ottica di una coltura etica e naturale, per consentire di accrescere le competenze, le capacità produttive, l’efficienza della coltivazione».
    Questa crescita di consapevolezza dei partecipanti alla Rete nei confronti del loro ruolo per la ripresa della gelsibachicoltura italiana nasce anche da un lungo lavoro di affiancamento del Crea, Laboratorio di gelsibachicoltura di Padova, compiuto a partire dal 2015. Fondamentale anche la creazione del Gruppo Operativo Serinnovation, che grazie alla “visione” della Regione Veneto, che ne ha supportato la nascita, ha permesso a cinque dei sette retisti di lavorare fianco a fianco per molti anni consecutivi per la creazione della filiera. Non ultima l’azione delle industrie che hanno sostenuto la filiera con l’acquisto dei bozzoli e di altri prodotti, fra cui un particolare merito va all’azienda orafa D’Orica di Nove (Vicenza).

Il consolidamento della Rete è il frutto anche del positivo esempio per cui il trasferimento della ricerca e dell’innovazione, supportato dalla lungimiranza dell’industria e delle autorità locali, premia l’azione delle imprese agricole che con costanza hanno intrapreso un’attività rischiosa e finora svolta senza particolari sostegni a favore del settore. Per le imprese utilizzatrici dei prodotti e sottoprodotti del settore (bozzoli, seme bachi, rami di gelso, more di gelso ecc.) utili al tradizionale mondo del tessile, ma anche a quello sempre più innovativo della cosmesi, del biomedicale, farmaceutico, nutrizionistico e degli integratori alimentari, la Rete e il lavoro svolto dai singoli retisti rappresenta la possibilità di immettere nel mercato dei prodotti certificati e soprattutto tracciabili, cosa indispensabile per alcuni settori.

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