È stata presentata nella serata dell’11 dicembre l’indagine promossa dal Csv Belluno Treviso sul rapporto tra giovani e volontariato. La ricerca, condotta nell’anno scolastico 2023/2024, ha coinvolto 4.128 studenti delle scuole secondarie di secondo grado delle province di Belluno e Treviso e restituisce un quadro articolato fatto di adesioni convinte, ma anche di alcune resistenze.
Lo studio è stato realizzato in 19 istituti, tra licei, istituti tecnici e scuole professionali, con un’età media dei rispondenti di 16 anni. Al progetto hanno collaborato gli Uffici scolastici di Belluno e Treviso, le Consulte provinciali degli studenti e gli Amici delle scuole in rete. Il report è stato presentato in streaming nell’ambito delle iniziative per la Giornata internazionale del volontariato ed è tuttora disponibile online sui canali del Csv.
Dai dati emerge come il volontariato sia percepito dalla maggioranza degli studenti come un’esperienza formativa. Il 75% degli intervistati riconosce che favorisce la crescita personale e lo sviluppo di competenze utili anche in ambito lavorativo, in particolare nella comunicazione, nel confronto con gli altri, nella cooperazione e nel senso di responsabilità. Accanto a questo quadro positivo, tuttavia, affiorano alcune posizioni critiche. Una parte degli studenti non riconosce al volontariato un valore rilevante per il Paese e una minoranza lo associa a un’idea di sfruttamento o di perdita di tempo.
L’indagine mostra anche che sette studenti su dieci hanno già svolto almeno un’esperienza di volontariato. A spingerli sono soprattutto il desiderio di rendersi utili, la disponibilità di tempo libero e l’interesse verso una specifica associazione. Tra chi non ha mai partecipato, la mancanza di tempo rappresenta l’ostacolo principale, seguita da una dichiarata assenza di interesse. Chi ha già fatto volontariato esprime in larga parte una valutazione positiva dell’esperienza, con giudizi che superano ampiamente la sufficienza.
Per quanto riguarda gli ambiti di maggiore attrazione, i giovani indicano in primo luogo le attività a contatto con i bambini, seguite dall’impegno nella comunità locale, dall’ambiente, dallo sport e dal contrasto alla povertà. Un ruolo significativo è attribuito anche alla scuola, che per molti studenti rappresenta il primo luogo di incontro con il tema del volontariato. La maggioranza chiede che l’argomento trovi maggiore spazio attraverso progetti, conoscenza delle associazioni del territorio e testimonianze dirette.
A commentare i risultati è stato il presidente del Csv Belluno Treviso, Giancarlo Cavallin: «Questa ricerca conferma quanto i giovani siano sensibili, curiosi e pronti a mettersi in gioco quando trovano contesti accoglienti ed esperienze significative». Cavallin ha sottolineato la necessità di rafforzare il legame tra scuola, famiglie e associazioni, senza trascurare quella parte di studenti che guarda al volontariato con diffidenza. «Non possiamo però tralasciare quella percentuale di giovani che considerano il volontariato uno sfruttamento o una perdita di tempo», ha aggiunto, indicando nelle attività di promozione e formazione uno degli strumenti per migliorare la percezione del valore del donare agli altri.
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2 commenti
Giuseppe
Non bisogna avere posizioni ideologiche nel proporre l’esperienza del volontariato e ammettere che non tutte le iniziative possano trovare piena accoglienza. Per esempio può essere percepito come perdita di tempo e sfruttamento il volontariato durante l’orario scolastico, perché è attività che solitamente esula dal normale itinerario didattico.
Luigi Franco Piacentini
Anche per i giovani impegnati nel Volontariato sono fondamentali gli insegnamenti di Don Lorenzo Milani e di Don Giovanni Nervo: grandi Maestri sella solidarietà e dei valori costituzionali !