Il 2025, nella provincia di Belluno, si avvia alla conclusione come un anno complessivamente più caldo della media, soprattutto nella prima parte, e nel complesso in linea con i valori normali per quanto riguarda le precipitazioni. È quanto emerge dall’analisi meteorologica, aggiornata al 23 dicembre, diffusa da Arpav – Dipartimento regionale per la sicurezza del territorio.
L’anno si è aperto con un bimestre gennaio-febbraio particolarmente mite, seguito da una primavera calda e piovosa. L’estate è risultata nel complesso nella norma, mentre l’autunno si è caratterizzato per scarse precipitazioni. Dicembre, infine, ha fatto registrare temperature molto superiori ai valori consueti e precipitazioni nettamente inferiori alla media, con condizioni siccitose fino al 23 del mese.
Le temperature medie annuali sono state di oltre un grado superiori alla norma, collocando il 2025 tra gli anni più caldi di sempre, non lontano dal 2024, che era risultato quasi ovunque l’anno più caldo delle serie storiche disponibili. Un ruolo determinante lo ha avuto il primo semestre, con cinque mesi su sei più caldi del normale. Nella serie storica ultracentenaria di Belluno, iniziata nel 1879 per le temperature, i sette anni più caldi in assoluto si sono verificati tutti dal 2014 in poi. Nel 2025 i mesi sopra la media sono stati gennaio, febbraio, marzo, aprile, giugno e dicembre, mentre nessun mese è risultato complessivamente più freddo del normale.
Le precipitazioni annuali totali, variabili a seconda delle zone tra 1000 e 2200 millimetri, sono state in generale nella norma, con alcune eccezioni locali dove è piovuto di più, come a Sant’Antonio Tortal, con un incremento di circa il 30 per cento. I giorni piovosi sono stati tra 115 e 135, una quindicina in più rispetto alle medie pluriennali. I mesi più piovosi sono risultati gennaio, marzo, aprile, maggio e luglio, mentre ottobre, novembre e dicembre sono stati i più asciutti.
Diversi gli episodi meteorologici di rilievo che hanno segnato l’anno. Il 28 maggio un’intensa cella temporalesca, in movimento dalle Vette Feltrine al Monte Cesen, ha provocato nel Feltrino danni legati a forti raffiche di vento e, localmente, alla grandine, in particolare lungo la direttrice Foen-Marziai. Nella tarda serata del 15 giugno fenomeni temporaleschi intensi hanno interessato le Dolomiti, causando danni da vento e dissesti idrogeologici. Una cella proveniente dall’alto Agordino ha raggiunto l’Antelao, innescando una grossa colata detritica lungo la Rovina di Cancia: il pluviometro posto presso la testata del canalone ha misurato intensità di pioggia eccezionali, con 52 millimetri in mezz’ora, di cui 40 in soli 15 minuti.
A fine giugno si è registrata un’onda di calore con temperature fino a 33,8 gradi a Santa Giustina, 32,2 a Santo Stefano e 27,2 ad Arabba. Il 29 giugno lo zero termico è salito fino a 5193 metri, valore record per il mese di giugno, pari al massimo assoluto degli ultimi quarant’anni. Nuovi temporali intensi nella tarda serata del 30 giugno hanno causato ulteriori dissesti sulle Dolomiti e localmente sulle Prealpi: in Val Boite, tra Chiappuzza e Dogana Vecchia, una colata detritica ha invaso la strada statale, rimasta chiusa per alcuni giorni.
L’8 luglio la neve è caduta fino a quota 2000 metri sulle montagne dell’Alpago, un evento che non si verificava in luglio dal 2004. Pochi giorni dopo, nella tarda serata del 12 luglio, un violento rovescio temporalesco sulla Croda Marcora ha innescato una nuova colata detritica sul Rio di Venco, nello stesso punto già interessato dall’evento del 30 giugno. Tra il 10 e il 15 agosto un’altra ondata di calore ha portato le temperature massime fino a 35,2 gradi a Fener e 33,1 a Santo Stefano, mentre nella notte tra il 9 e il 10 agosto sul Monte Cesen, a 1552 metri, la temperatura non è mai scesa sotto i 19,9 gradi.
Nel complesso, il quadro delineato conferma una tendenza a temperature elevate e a una maggiore frequenza di eventi intensi, che continuano a caratterizzare il clima recente della provincia di Belluno.
Seguici anche su Instagram:
https://www.instagram.com/amicodelpopolo.it/
