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domenica 11 Gennaio 2026,

Rifugi sani e sicuri, il progetto Ulss a “Oltre le vette”

Viene presentato il progetto “Rifugi sani e sicuri” dell’Ulss Dolomiti: undici nuove strutture ricevono il riconoscimento per sicurezza sanitaria e attenzione alla salute in montagna.

Il progetto “Rifugi sani e sicuri” sarà presentato lunedì 12 gennaio 2026, alle 10.30, a Palazzo Crepadona, nell’ambito della ventinovesima edizione di “Oltre le vette”. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss Dolomiti e rientra nel programma degli eventi collaterali della rassegna.

Durante l’incontro verranno illustrati contenuti e obiettivi del progetto, nato per migliorare la qualità complessiva dei rifugi alpini, con particolare attenzione alla sicurezza sanitaria e alla promozione della salute. Il percorso si inserisce in un contesto segnato da un crescente afflusso turistico in montagna e dagli appuntamenti olimpici che interesseranno le Dolomiti nei prossimi anni.

Nel corso della mattinata sarà consegnata la targa di “Rifugio sano e sicuro” a undici strutture che hanno completato il percorso di riconoscimento. Si tratta del Rifugio Padova a Domegge di Cadore, di Malga Dignas a San Pietro di Cadore, del Rifugio Averau a Colle Santa Lucia, di Col Toront e del Rifugio La Grava sul Nevegal, del Rifugio Burz ad Arabba, dei rifugi Croda da Lago, Giussani e Nuvolau a Cortina d’Ampezzo, della Baita Civetta al Casot in Val di Zoldo e del Rifugio Fedaia a Rocca Pietore. L’incontro è aperto alla cittadinanza.

Per ottenere la qualifica di “sano e sicuro”, i rifugi aderenti devono rispettare la normativa igienico-sanitaria di settore e dimostrare il possesso di almeno cinque requisiti aggiuntivi. Tra questi rientrano la disponibilità e la corretta manutenzione di un defibrillatore semiautomatico esterno, con personale formato al primo soccorso e all’uso del dispositivo, la presenza di strumenti per la misurazione della pressione arteriosa, l’attenzione alle intolleranze e allergie alimentari attraverso menù dedicati e la garanzia di pasti senza glutine. Il percorso comprende anche il controllo dell’approvvigionamento idrico, procedure specifiche per la prevenzione della legionellosi nelle camere non occupate da più giorni e la disponibilità di dispositivi utili alla prevenzione dei danni da esposizione solare, come creme ad alta protezione e copricapi.

La valutazione finale è affidata a un team dedicato che, al termine delle verifiche, assegna il riconoscimento. Al progetto partecipano, come partner, l’Associazione Gestori Rifugi Alpini del Veneto, il Cai, Confcommercio, la Commissione centrale medica del Cai e il Soccorso alpino.

Attualmente sono 52 i rifugi che hanno completato il percorso di accreditamento. L’iniziativa ha inoltre assunto una dimensione regionale: la Regione del Veneto ha esteso il modello all’intero territorio, individuando l’Ulss 1 Dolomiti come ente capofila per la creazione della Rete regionale dei rifugi sani e sicuri e inserendo il progetto nel Piano regionale di prevenzione.

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