Il conferimento della cittadinanza onoraria è come l’abbraccio riconoscente a chi ha promosso la città, i suoi valori identitari e il suo territorio. La città è quella di Belluno e il protagonista di questo riconoscimento è la Sezione del Cai (Club alpino italiano) di Belluno. La decisione è stata presa dal Consiglio Comunale evidenziando il ruolo strategico che il Club Alpino ha assunto nell’evoluzione di una provincia interamente montana com’è quella di Belluno che è il cuore delle Dolomiti.
È la storia a raccontarci che fin dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, grazie alle nostre montagne meravigliose e uniche, qui l’alpinismo e la cultura della frequentazione consapevole sono diventate un valore condiviso. Fra i protagonisti di questo volano promozionale c’è sicuramente il Cai con le sue attività all’inizio dedicate a pochi signori e poi, via via sempre più aperte a tutti. Qui in provincia di Belluno sono nate alcune delle prime e più prestigiose sezioni del Cai a livello nazionale. Quella di Agordo, sorta nel 1868, è stata anche la quarta in Italia. Nel 1874 si è presentata la Sezione Cadorina che aveva sede ad Auronzo ma rappresentava l’intero Cadore. Poi, nel 1882, il Club alpino tedesco e austriaco ha fondato la Sezione Ampezzo con sede a Cortina.
Infine, la quarta Sezione del Cai sorta nel diciannovesimo secolo in provincia di Belluno è stata proprio quella del capoluogo. Era il 1891. A fondarla fu Feliciano Vinanti che impegnò fin da subito i primi 80 iscritti alla sezione nell’esplorazione e nella promozione delle montagne che incorniciano Belluno; nella organizzazione della prima scuola di alpinismo; nella promozione di una basilare cultura della montagna. Attività che hanno sempre caratterizzato l’impegno della Sezione Cai di Belluno e che stanno alla base della Cittadinanza onoraria riconosciutale dal Comune. Con il passare degli anni l’importante lavoro di “gestione” dei territori montani, con la sistemazione e la manutenzione dei sentieri e l’accoglienza nei rifugi, è stata vissuta dalle sezioni bellunesi del Cai come una sfida che si è tradotta in una vera e propria promozione turistica che ha rivoluzionato le “terre alte” da periferie sconosciute a luoghi di attrazione. Il tutto, però, negli ultimi tempi, per alcune località, è diventato fenomeno turistico incontrollato: il sovraffollamento.
Ecco una nuova sfida culturale per il Cai che, dopo la formazione per frequentare i monti in sicurezza e dopo l’educazione al rispetto per la montagna, si trova a dover contrastare le stagionali ondate di frequentazione selvaggia delle nostre meravigliose Dolomiti. Una sfida che non mobilita soltanto il Cai. Le 18 sezioni bellunesi del sodalizio hanno scelto L’Amico del Popolo, e L’Amico del Popolo, che è il settimanale delle Dolomiti Bellunesi, ha scelto il Cai, per alimentare insieme una nuova stagione culturale che consenta un confronto costruttivo per il bene della nostra montagna.
Ogni settimana L’Amico aprirà una finestra sulle attività sezionali, ma anche sulle idee e sulle proposte per un futuro più rispettoso per chi in montagna vuole arrampicare, sciare, camminare e soprattutto per chi in montagna ci vive e vuole continuare a vivere.
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1 commento
Giuseppe
Mi sembra che invitare un giornalista iscritto al cai a tenere un appuntamento settimanale non sia proprio una trovata eccezionale per un giornalismo di qualità e che sia indipendente e obiettivo sul fenomeno del turismo montano di massa. Sembra invece che la direzione del giornale persista nell’inseguire stereotipi e sensazionalismo, quando i nostri paesi di montagna sono fatti di persone che faticano a sbarcare il lunario.