È mancata in questi giorni a Pieve di Cadore la dottoressa Francesca Bianchi, alle soglie dei 98 anni.
Era nata a Pieve nel 1926 da famiglia originaria di Cibiana. Ha frequentato il liceo classico a Padova, dove si è poi laureata in medicina e chirurgia nel 1955, alla scuola del celebre prof. Dalla Volta, con il quale ha conseguito successivamente la specializzazione in cardiologia.
Prima di entrare in servizio ambulatoriale in Cadore, ha lavorato per tre anni nel reparto medicina dell’ospedale di Belluno, a fianco del prof. Angelini.
È stata per decenni un punto di riferimento e un esempio. Ha seguito, curato e consigliato migliaia di pazienti. Agli inizi degli anni Sessanta ha prestato servizio in qualità di cardiologa nei Poliambulatori di Belluno, Pieve, Cortina e S.Stefano, continuando ad esercitare la libera professione anche dopo il suo pensionamento, avvenuto nel 1998.
La dottoressa Bianchi ha affiancato all’esercizio della professione medica la gestione dell’albergo “Al Sole”, situato al centro del capoluogo cadorino. Per sua espressa dichiarazione ha desiderato mantenere viva l’eredità lasciatale dai genitori.
L’albergo dal 1943 al ’45 era stato occupato dai tedeschi, che vi avevano creato perfino un’infermeria, con la presenza di un gruppo di medici. Poco prima della liberazione erano scappati, in abiti borghesi, abbandonando all’interno dei locali le divise e soprattutto lasciando l’albergo in pessime condizioni. “Sarebbe importante -aveva dichiarato – che la gente recuperasse il coraggio e la volontà dei nostri vecchi, che avevano saputo superare guerre e carestie non indifferenti. E poi occorrerebbe aiutare i giovani a proiettarsi positivamente verso il futuro, partendo da un codice di comportamento basato soprattutto sulla famiglia e la scuola. Sono andati smarrendosi valori importanti”.
La sua personalità la portò negli anni ad aiutare il prossimo in tante direzioni, con una discrezione e signorilità encomiabili. Amava anche la cultura, vissuta sia nel diretto rapporto umano incontrando uomini e donne impegnati in percorsi di ricerca storica e letteraria, sia cimentandosi personalmente in composizioni poetiche, che ebbe modo di dare alle stampe e di far conoscere ad intimi amici.
Grazie dottoressa Bianchi, il suo passaggio su questa terra ha lascito un segno profondo.
Mercoledì 14 gennaio, alle 14.30, le esequie nella chiesa arcidiaconale di Pieve di Cadore.
Maria Giacin
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