Si è svolto nella mattinata di sabato 7 febbraio, a Palazzo Rosso, l’incontro con i tedofori residenti a Belluno che hanno preso parte al Viaggio della Fiaccola olimpica. L’appuntamento ha riunito i partecipanti per condividere racconti, ricordi e riflessioni legate all’esperienza.
Ad accogliere il gruppo è stata Monica Mazzoccoli, assessora allo sport, mentre il sindaco Oscar De Pellegrin è intervenuto da remoto per salutare i presenti e ringraziarli per aver rappresentato la comunità bellunese. Nonostante alcune assenze dovute a malanni stagionali, in sala consiliare erano presenti quindici tedofori, che hanno ricordato il passaggio della Fiaccola attraverso aneddoti personali. Durante il confronto è stato richiamato anche un dato emerso nel briefing degli organizzatori: su 130mila candidature sono stati selezionati 10.001 tedofori, dove quel “1” è stato presentato come simbolo dell’unicità di ciascun partecipante.
Nel corso dell’incontro l’assessora Mazzoccoli ha raccontato la storia di un giovane membro del team organizzatore, cresciuto a Scampia, che dopo aver assistito da ragazzo al passaggio della Fiamma ha scelto di dedicarsi allo sport, costruendo così un percorso di riscatto personale. Tra le testimonianze, Cristiano ha ricordato il nonno, tedoforo nel 1956 a Ponte nelle Alpi, dedicandogli il proprio tratto percorso a Dobbiaco. Le studentesse del gruppo Its hanno parlato dell’importanza del gioco di squadra, mentre Roberta, insegnante di scuola primaria, ha richiamato il valore del rispetto come elemento fondante della società.
Robson e Gislaine, italo-brasiliani con radici venete, hanno invece raccontato come lo sport abbia rappresentato per loro uno strumento di integrazione. Robson ha spiegato che, arrivato in Italia in un momento difficile, grazie al calcio è riuscito a ricostruire una vita dignitosa. I fratelli Alessandro e Francesco, giocatori di rugby, hanno condiviso l’emozione di passarsi il testimone lungo il percorso, mentre Alessio ha ricordato di aver vissuto il proprio momento insieme alla famiglia e alla figlia di un mese, presente tra il pubblico.
«È stata una mattinata intensa e bellissima – ha commentato Monica Mazzoccoli – fatta di storie vere, di sport e di vita, di emozioni e di valori che uniscono».
«In queste storie, in queste emozioni vissute da persone che non sono atleti e che non stanno provando l’adrenalina dell’attesa di una gara, si ritrova forse il significato più autentico dello spirito olimpico – conclude il sindaco Oscar De Pellegrin –. Uno spirito che va oltre le competizioni e che consiste nel sentirsi tutti parte di una grande storia, di un’avventura che abbraccia i popoli e le culture e che continua a far sperare in un mondo migliore».







