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giovedì 12 Febbraio 2026,

C’è l’inserto speciale «Dentro i Giochi», da conservare

Cortina, Stadio Olimpico, Italia-Usa di curling (Per L’Amico del Popolo, foto di Elisabetta Menardi nonna di Stefania Constantini)

Nel numero 7 dell’Amico del Popolo “di carta” del 12 febbraio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), trovi l’inserto speciale «Dentro i Giochi», da estrarre e conservare. Sfoglia L’Amico del Popolo “classico”, non perderti il piacere delle notizie impaginate, della grafica, delle evidenze.

La comunità di Cortina d’Ampezzo sta vivendo le giornate dei Giochi olimpici invernali con sentimenti diversi, talora contrastanti. C’è chi è coinvolto nell’organizzazione ed è partecipe, lieto di contribuire a scrivere una pagina che rimarrà nella storia. Ci sono residenti orgogliosi di questo piccolo paese, di cinquemila anime, capace comunque di proporre e accogliere un evento planetario. Vi si oppone la parte che vede soltanto la caotica girandola di bus e navette, a ostruire le strade, i controlli serrati, la presenza massiccia di divise militari e forze dell’ordine, i lasciapassare per auto e persone, i cento cantieri soltanto provvisoriamente e parzialmente coperti dalle provvidenziali nevicate di fine gennaio, ma destinati a riemergere a primavera.

In valle giungono e si incrociano atleti, tecnici, giornalisti, lavoratori e tifosi di ogni dove, dai cinque continenti. Le prime gare di slittino hanno richiamato migliaia di persone alla pista Eugenio Monti; si proseguirà con lo skeleton e il previsto pienone del bob. Lo storico stadio Olimpico ha avuto gli spalti gremiti per il curling e sarà un crescendo. Ha funzionato la complessa organizzazione per portare migliaia di spettatori a Rumerlo, per le prime gare femminili di sci. Sono già arrivate le prime medaglie.

L’ospedale Codivilla, per due mesi policlinico olimpico, ha dimostrato la sua funzionalità e si conferma prezioso lascito per i valligiani e gli ospiti, terminati i Giochi. È uno dei segni importanti di una eredità che modifica il paese. Di certo non si ripeterà quanto accadde con i Giochi 1956, che trasformarono radicalmente un paese di montagna in una destinazione mondiale di sport e mondanità.
Marco Dibona

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