Sul numero 7 dell’Amico del Popolo “di carta” del 12 febbraio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), nell’inserto speciale «Dento i Giochi» puoi leggere per intero l’articolo di Ernesto Majoni che racconta l’ascensione alpinistica al Monte Olimpo compiuta da una coppia di ampezzani nel 2004. Sfoglia L’Amico del Popolo “classico”, non perderti il piacere delle notizie impaginate, della grafica, delle evidenze.

(…) Articolato nelle quattro sommità chiamate Mytikas, Skala, Skolio e Stefani, l’Olimpo non tocca per poche decine di metri la quota 3000, ed è comunque la più alta cima del territorio ellenico. Situato nella parte settentrionale della nazione, tra la Tessaglia e la Macedonia, dista meno di 20 chilometri in linea d’aria dal Mare Egeo, e dal 1938 è protetto dall’omonimo Parco nazionale. Nella mitologia, le alte creste del monte, perennemente avvolte dalle nuvole dovute allo scontro tra le correnti calde che salgono dal mare e quelle fredde dell’alta montagna, erano considerate la dimora degli dei, e dunque non si riteneva possibile avvicinarsi senza il preventivo permesso degli dei stessi.
Non si sa se le vette dell’Olimpo siano state raggiunte dagli uomini anche nei tempi antichi: si sa per certo, invece, che la prima ascensione con intenti alpinistici risale al 1913, e fu opera degli svizzeri Boissonas e Baud-Bovy con la guida locale Christos Kakkalos. L’Olimpo interessò anche gli alpinisti italiani fin dal 1934, quando il fuoriclasse triestino Emilio Comici guidò una piccola spedizione di amici che riuscì ad aprire alcune interessanti, non semplici vie nuove. Per quanto riguarda noi, abbiamo scoperto che nel maggio 2004, sulle vette dello Skala (2866 metri) e dello Skolio (2911 metri) si è parlato anche bellunese!
Anzi, per la verità, ampezzano: gli amici Roberto Vecellio e Clara Colli di Cortina, infatti, per le ferie estive di 22 anni fa – dopo un’accurata pianificazione – si recarono in automobile in Grecia, per una vacanza escursionistica e culturale di un paio di settimane. Dopo avere visitato numerose attrazioni storiche e archeologiche, tra le quali Delfi ed Epidauro, i coniugi raggiunsero la cittadina di Litochoro, storica base per quasi tutti gli itinerari escursionistici sull’Olimpo posta a 293 metri sul livello del mare. Da qui continuarono verso la località di Prionia (1100 metri), campo avanzato verso le cime, e con una lunga marcia a piedi in un ambiente ricco di boschi di abete, cedro e pino e di affascinanti fioriture di Tritillaria ed orchidee, iniziarono la salita alla mitologica montagna.
Incrociata la folta carovana dei muli che riforniscono il rifugio soprastante come si faceva anche in Dolomiti fino a mezzo secolo fa, su un buon sentiero sassoso e battuto dal sole mediterraneo si portarono al «rifugio A» (Spilios Agapitos, 2100 metri). Proprio nella zona del rifugio iniziò ad abbassarsi la densa nuvolaglia che anticamente indicava il divieto di affrontare le cime senza il permesso dei ‘‘padroni di casa’’, gli dei olimpi. (…)
Ernesto Majoni
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