È in pubblicazione il quindicesimo numero della rivista Frammenti – Conoscere e tutelare la natura bellunese, che anche quest’anno propone approfondimenti dedicati al territorio attraverso diverse ricerche in ambito naturalistico.
L’apertura del volume è dedicata all’entomologia, con tre contributi rivolti al mondo degli invertebrati. Il primo analizza il marcato declino degli insetti coprofagi nei pascoli montani, un fenomeno osservato anche in altre aree europee e potenzialmente legato alle modalità di somministrazione dei farmaci vermifughi in zootecnia. Segue uno studio sui coleotteri stafilinidi presenti nel territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: le ricerche hanno permesso di censire 270 specie, undici delle quali mai segnalate prima in Veneto, con informazioni su caratteristiche ecologiche, aree di rinvenimento e periodi dell’anno in cui sono state osservate. Il terzo contributo prende in esame Passo Giau, illustrando le specie di coleotteri curculionidi e apionidi finora individuate, tra cui tre segnalazioni nuove per la regione dolomitica.
La seconda parte della rivista è dedicata al lupo, protagonista anche della copertina. Vengono presentati i risultati delle indagini condotte sul territorio provinciale riguardo alla consistenza minima dei branchi e alle preferenze alimentari dell’animale, analizzate per specie, fasce d’età e stato di salute delle prede. Si tratta di dati che potrebbero contribuire in futuro anche alla definizione delle strategie di gestione degli ungulati. Il tema si collega più in generale alla tutela del territorio, così come i contributi dedicati agli invertebrati e quello successivo, che documenta la prima conferma di nidificazione del biancone (Circaetus gallicus) in provincia: un rapace protetto a livello europeo la cui presenza evidenzia l’importanza della conservazione delle praterie secondarie, habitat in forte regressione da decenni per la diminuzione delle attività agricole in montagna.
Tra gli articoli è presente anche la presentazione del Museo dell’Uomo di Val Rosna (Muvar), recentemente inaugurato. Attraverso reperti, ricostruzioni e contenuti multimediali, il museo consente di approfondire la vita dei primi abitanti dell’area feltrina, ricostruita grazie alle ricerche archeologiche svolte ai Ripari Villabruna, un sito di particolare valore.
La pubblicazione si conclude con la consueta rassegna delle opere naturalistiche dedicate negli ultimi mesi al territorio bellunese. La sezione è preceduta dalla presentazione di alcune attività in corso, tra cui il monitoraggio del re di quaglie (Crex crex) in Alpago, diversi monitoraggi di fauna e habitat nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi finanziati tramite il Pnrr, iniziative e pubblicazioni per il 150° anniversario della nascita del botanico cadorino Renato Pampanini e la realizzazione di sale di realtà virtuale basate sui dati raccolti nel sito archeologico di Mondeval de Sora.












