Valle del Boite, avviato il radar sperimentale per monitorare le colate detritiche

La Regione Veneto ha avviato un progetto sperimentale dedicato al monitoraggio delle colate detritiche in Valle del Boite, proseguendo il percorso avviato dalla precedente amministrazione sul fronte della prevenzione del rischio idrogeologico e del rafforzamento del sistema di protezione civile.

L’iniziativa nasce anche in seguito agli eventi che, tra giugno e luglio 2025, hanno interessato il territorio dolomitico. La colata del 15 giugno a Cancia di Borca di Cadore e i tre episodi verificatisi tra il 30 giugno e il 13 luglio in località Ponte Rio Venco, a San Vito di Cadore, avevano provocato danni ingenti e la chiusura per più giorni della principale arteria stradale verso Cortina d’Ampezzo. Episodi che hanno messo in evidenza la necessità di disporre di strumenti di allerta più efficaci, in un contesto ormai segnato da fenomeni meteorologici sempre più intensi e concentrati.

«Questo intervento rappresenta un passo molto importante per la sicurezza delle nostre comunità montane. Il Veneto è una regione che investe con convinzione in prevenzione e innovazione», afferma l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione civile Elisa Venturini, sottolineando come il progetto rientri nella continuità delle politiche già avviate. Venturini aggiunge che «il monitoraggio costante è la chiave per prevenire e gestire tempestivamente le emergenze, riducendo i rischi per le comunità e per le infrastrutture strategiche».

Il progetto prevede un finanziamento regionale di 150.000 euro destinato ad Arpav per la sperimentazione della tecnologia radar “pulse-doppler”. Il nuovo sistema servirà al monitoraggio e all’allertamento dei tre bacini soggetti a colate detritiche nell’area del rio Venco, nel Comune di San Vito di Cadore.

Il radar sarà installato su un traliccio posizionato sul versante opposto rispetto ai bacini da osservare, in modo da non essere esposto ai possibili danni delle colate. La stazione comprenderà antenne radar, un box per la raccolta e la trasmissione dei dati, batterie, pannelli solari e una telecamera per la visualizzazione in tempo reale dell’area.

La sperimentazione punta a verificare la capacità del sistema di rilevare in tempo reale il movimento delle colate, comprese le pulsazioni ravvicinate nel tempo, anche durante piogge intense. L’integrazione con altri strumenti permetterà inoltre di controllare le precipitazioni sulle pareti rocciose sovrastanti i punti di innesco e di individuare eventuali crolli.

Il radar sarà valutato non solo per l’affidabilità delle notifiche agli enti competenti, ma anche per la possibilità di attivare in modo automatico specifiche misure di sicurezza, come la chiusura della viabilità o l’azionamento di sirene. I risultati del test serviranno a stabilire se la tecnologia potrà essere adottata anche in altri bacini della Valle del Boite e in ulteriori aree del territorio regionale soggette a colate detritiche, valanghe o crolli rocciosi.

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