Quando la “monega” scaldava le notti di gelo e l’inverno profumava di brace e legno

Sul numero 8 dell’Amico del Popolo “di carta” del 19 febbraio 2026, in distribuzione questa settimana (su abbonamento, in edizione digitale e in edicola), puoi leggere per intero l’articolo della nostra rubrica “Robe che conta”, curata da Paola Barattin.

Sono proprio io, non mi riconoscete? Mi trovo in una nicchia ricavata sulla parete d’ingresso della taverna di Stefania. La mia abitazione è in località Cuccagna, un colle della frazione di Puos dal quale si può ammirare il paese e in lontananza il lago di Santa Croce. (…)

(…) Ma… avete già indovinato e pronunciato correttamente il mio nome, rigorosamente in dialetto? Sono la monega (o munega), qualche decennio fa ero un oggetto utilizzato in tutte le famiglie dei paesi di montagna e molto amato nelle serate e notti dell’inverno. (…)

Autore

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati

il nuovo numero

Prima Pagina

Versione digitale

Iscriviti alla nostra newsletter

I video

Versione digitale

Iscriviti alla nostra newsletter