Coldiretti Belluno accelera sulla via del compost per rigenerare i terreni

28 Febbraio 2026
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Si è svolta il 26 febbraio una giornata formativa promossa da Coldiretti Belluno e dedicata alla fertilità dei suoli agricoli, con un focus sull’utilizzo del compost come strumento per migliorare la qualità dei terreni. L’incontro, guidato dal dottor Luca Conte, ha affrontato un tema sempre più rilevante per le aziende agricole della provincia.

La formazione ha messo in evidenza un dato che preoccupa gli operatori: rispetto al secolo scorso, oggi serve molta più energia per lavorare i campi. Le ragioni, note agli agricoltori, riguardano suoli più aridi, poveri di sostanza organica e meno capaci di trattenere umidità. Una condizione che influisce non solo sulle rese, ma anche sui costi di gestione.

Durante la lezione è stato ricordato come ogni anno i terreni perdano in media il 2% di humus, elemento essenziale per sostenere la struttura e la vitalità del suolo. Una diminuzione lenta ma continua, che rende necessario non soltanto reintegrare ciò che viene meno, ma costruire progressivamente una riserva stabile di materia organica.

Nel corso dell’analisi dei diversi sistemi di fertilizzazione, il compost è stato indicato come uno degli strumenti più efficaci. Dal confronto tecnico è emerso che, a parità di contributo alla sostanza organica, è sufficiente circa la metà della quantità rispetto al letame, che contiene una percentuale d’acqua molto più elevata e una quota ridotta di elementi stabili. È stato osservato anche che lo stallatico, oltre a risultare meno vantaggioso sul piano economico, non favorisce in modo significativo la formazione di humus durevole.

Una risorsa concreta per le aziende arriva dal progetto Al.Pe.S Ambiente della Fondazione Progetto Uomo, che mette a disposizione compost prodotto localmente da La Dolomiti Ambiente presso l’impianto di Santa Giustina. Il materiale, di qualità e tracciabile, è fornito gratuitamente agli agricoltori interessati.

La giornata è stata quindi non solo un momento di aggiornamento tecnico, ma anche un’occasione per riflettere su un cambio di approccio: preservare e rigenerare il suolo non è più una scelta opzionale, bensì un elemento indispensabile per garantire competitività, capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e tutela del territorio bellunese. Investire nella sostanza organica, è stato il messaggio conclusivo, significa investire nel futuro dell’agricoltura di montagna.

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