Vigili del fuoco, 87 anni di servizio: la prima Giornata commemorativa

Nel 2025 il Comando ha svolto 4.228 interventi: incidenti stradali al 26%, dissesti al 14%. Ricordati i caduti e consegnate le benemerenze al personale.
28 Febbraio 2026
630

Si è svolta nella mattinata del 27 febbraio, nella sede centrale del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Belluno, la prima celebrazione ufficiale della Giornata commemorativa dell’istituzione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. La ricorrenza, introdotta con decreto ministeriale il 27 febbraio 2025, coincide con l’87° anniversario della fondazione del Corpo, avvenuta nel 1939.

La cerimonia, accompagnata dal motto «Lì dove serve», si è tenuta alla presenza delle autorità civili, religiose e militari del territorio. La mattinata si è aperta con l’alzabandiera e con la deposizione di una corona d’alloro in memoria dei caduti, tra cui Luigino Ducapa, Walter Locatello e Daniel Pastorello. Sono seguiti l’intervento del comandante provinciale e la consegna delle benemerenze al personale distintosi per merito e servizio.

All’iniziativa hanno partecipato i vigili del fuoco permanenti e volontari del Comando di Belluno, il personale in quiescenza e i familiari. Presenti anche i rappresentanti delle organizzazioni di Protezione civile e del Soccorso alpino, realtà con cui il Corpo collabora stabilmente nelle attività operative.

Nel corso della cerimonia è stato presentato il bilancio dell’attività svolta nel 2025: il Comando è intervenuto complessivamente in 4.228 occasioni. Gli interventi hanno riguardato in prevalenza incidenti stradali, che hanno rappresentato il 26 per cento del totale, seguiti da emergenze ambientali e dissesti idrogeologici (14 per cento). I soccorsi a persona e gli incendi hanno inciso ciascuno per il 9 per cento.

La ricorrenza cade in un periodo che ha visto un impegno significativo del personale nei servizi di vigilanza e sicurezza legati a recenti eventi invernali di rilievo internazionale, con un conseguente aumento delle attività operative.

Nel suo intervento, il comandante ha richiamato il valore della «macro-squadra» e dell’interoperabilità con il Suem e con le altre componenti del sistema di soccorso, considerate leve essenziali per affrontare le criticità connesse ai cambiamenti climatici, agli eventi meteorologici estremi e all’evoluzione tecnologica, come nel caso degli interventi su veicoli elettrici.

Nel pomeriggio, le sedi di Belluno, Cortina d’Ampezzo e Pieve di Cadore, insieme al distaccamento del Basso Feltrino, hanno aperto le porte alla cittadinanza, offrendo la possibilità di conoscere da vicino mezzi e attrezzature e di consolidare il rapporto tra il Corpo e la comunità provinciale.

Autore

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati

il nuovo numero

Prima Pagina

Versione digitale

Iscriviti alla nostra newsletter

I video

Versione digitale

Iscriviti alla nostra newsletter