Il 3 agosto 1326 veniva consacrata la chiesa di San Pietro a Belluno, allora annessa al convento dei Frati francescani conventuali, presenti in quell’area della città fin dal 1253. A ricordarlo è una lapide collocata sopra la porta che conduce dalla cappella Fulcis alla sacristia.
Nel prossimo mese d’agosto ricorreranno pertanto i settecento anni dalla dedicazione: un anniversario che richiama l’attenzione su un luogo che ha inciso in modo rilevante nella storia, nella spiritualità e nell’arte del territorio.
In vista della ricorrenza, nei primi mesi del 2025 è stato promosso un ciclo di cinque conferenze dedicate alla chiesa di San Pietro e all’antico convento, con l’obiettivo di avviare e aggiornare gli studi su questo complesso.
Accanto all’approfondimento storico, il programma del 2026 prevede un percorso di preparazione spirituale articolato in tre momenti di preghiera, ospitati nella stessa chiesa di San Pietro. Le iniziative spirituali sono riunite sotto il titolo «Domus Dei et Porta coeli» e «Meditazioni gregoriane», e si inseriscono nel quadro dei «I 700 anni della chiesa di San Pietro a Belluno».
Il primo appuntamento è fissato per domenica 8 marzo, alle ore 17, a cura di don Claudio Campesato (licenziato al Pontificio Istituto di Musica Sacra – Roma, dottorando al Pontificio Istituto per la Liturgia Sant’Anselmo – Roma) con la partecipazione del Coro gregoriano Voce Mea di Santa Giustina (Belluno) diretto da Maria Silvia Roveri.
Le meditazioni saranno guidate da don Claudio Campesato, licenziato al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma e dottorando al Pontificio Istituto per la Liturgia Sant’Anselmo. I momenti musicali saranno affidati al coro gregoriano Voce Mea di Santa Giustina, diretto da Maria Silvia Roveri, e al Gruppo vocale Mosaiko di Belluno, diretto da Radmila Visentin.












