Ha debuttato a Milano il 5 marzo scorso Il tempo della montagna – Architetturalpina in dieci storie, il primo progetto cinematografico interamente dedicato all’architettura contemporanea nelle Alpi italiane. Il film nasce da un’idea dell’Associazione Architetti Arco Alpino, di cui fa parte anche l’Ordine degli Architetti della Provincia di Belluno, ed è prodotto da Muse Factory of Projects per la regia di Francesca Molteni e Davide Fois.
Il racconto attraversa dieci luoghi significativi dell’arco alpino e altrettanti progetti che mostrano come architettura e territori montani si influenzino reciprocamente. L’opera mette in relazione la dimensione temporale e spaziale della montagna con le esperienze di architetti, abitanti, studenti, amministratori e artigiani, raccolte lungo un itinerario di 1.200 chilometri attraverso 52.000 km² di paesaggi.
La prima italiana avveniva tra la fine dei Giochi Olimpici e l’inizio dei Giochi Paralimpici. L’obiettivo è stimolare una riflessione sull’abitare le terre alte e sulle opportunità che il futuro dell’arco alpino può offrire.
Un progetto culturale condiviso
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Architetti Arco Alpino, che riunisce dieci ordini professionali delle province montane del Nord Italia. Il film intende mostrare come la qualità architettonica possa contribuire allo sviluppo sociale, ambientale ed economico delle comunità alpine.
I progetti presentati spaziano da edifici scolastici a interventi di riqualificazione, da infrastrutture d’alta quota a recuperi di borgate storiche. Tra i dieci casi affrontati compaiono lo SkyWay Monte Bianco a Courmayeur firmato da Carlo Cillara Rossi; il nuovo plesso scolastico di Puos d’Alpago progettato da Gianluca Facchinelli, Celeste Da Boit e Giada Saviane; la scuola dell’infanzia di Valdaora di Sotto dello studio Feld72; il recupero della borgata Paraloup a Rittana curato da Aldo e Giovanni Barberis con Valeria Cottino, Dario Castellino e Daniele Regis; e la trasformazione dell’ex cava di gneiss di Oira nel Tones Teatro Natura, progettato da Fuzz Atelier. A questi si aggiungono gli interventi di Livigno, Pragelato, Castelfondo, Valle del But e San Gottardo di Rimella.
La presentazione a Belluno
Il film verrà proiettato anche a Belluno il 19 marzo 2026 alle ore 17.30, presso il Cinema Italia, in un incontro promosso dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Belluno e dalla Fondazione Architettura Dolomiti Belluno. L’appuntamento intende offrire un’occasione di confronto sulle trasformazioni delle comunità montane, sulle relazioni tra architettura e paesaggio e sulle prospettive culturali delle terre alte.
Dopo la proiezione è prevista una tavola rotonda. Interverranno l’antropologa Daniela Perco, che ha condotto ricerche nelle Alpi orientali e in altri contesti internazionali; l’autore Vincenzo Agostini, che con il volume La vara – Navigazioni dolomitiche ha approfondito il rapporto simbolico tra uomo e montagna; e il giornalista Stefano Campolo, coordinatore di Dolomind.eu.
Sostegni e collaborazioniIl progetto è sostenuto da diverse istituzioni e realtà del territorio. Per la Provincia di Belluno è coinvolto il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano del Piave, con il patrocinio della stessa Provincia. Main sponsor è la Banca Popolare di Sondrio, gruppo Bper. Il film beneficia inoltre del sostegno speciale del Club Alpino Italiano e del Consiglio Nazionale Architetti Ppc.












