Mindfulness e dipendenze: un incontro per ritrovare consapevolezza

A Feltre un appuntamento aperto alla cittadinanza per esplorare come la mindfulness possa affiancare i percorsi clinici, aiutando a gestire stress e comportamenti compulsivi.
15 Marzo 2026
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Il 17 marzo 2026, alle 15:30, nella Sala Riunioni dell’Ospedale di Feltre, il Dipartimento Dipendenze organizza un incontro dedicato alla pratica della mindfulness e al suo possibile impiego nella gestione delle dipendenze e dello stress psicofisico quotidiano. L’iniziativa si propone di presentare questa forma di meditazione sia negli aspetti sostenuti da evidenze cliniche, sia nelle sue applicazioni più diffuse nella vita di tutti i giorni.

Nel dibattito pubblico, la dipendenza — da sostanze come alcol e droghe, oppure da comportamenti quali il gioco d’azzardo o l’uso compulsivo dello smartphone — viene ancora spesso interpretata come una questione di «mancanza di forza di volontà». Le discipline scientifiche più recenti, dalla neurobiologia alla psicologia clinica, descrivono invece un fenomeno più complesso, definito come una «malattia che intacca l’esercizio della libertà». Alla base vi sarebbe un circolo disfunzionale tra stati emotivi dolorosi — ansia, noia, esperienze traumatiche — e risposte automatiche di evitamento attraverso sostanze o comportamenti compulsivi.

In questo contesto la mindfulness non viene proposta come semplice tecnica di rilassamento, bensì come un percorso di consapevolezza capace di favorire un rapporto diverso con il disagio. Mentre la dipendenza tende a rafforzare meccanismi di fuga e di automatismo, la meditazione di consapevolezza spinge l’individuo a sostare nel momento presente, anche quando questo suscita emozioni difficili. Secondo i promotori dell’iniziativa, tale pratica può contribuire a ridurre il ricorso al cosiddetto “pilota automatico” che governa molte condotte compulsive.

Il Dipartimento Dipendenze e il Servizio Dipendenze di Feltre hanno già sperimentato, negli ultimi anni, vari formati di applicazione della mindfulness: gruppi misti con persone in cura e operatori, gruppi omogenei rivolti ai soli pazienti e percorsi inclusivi che coinvolgono anche i familiari. L’incontro del 17 marzo intende offrire una panoramica sia scientifica sia esperienziale di queste attività, con l’obiettivo di illustrare modalità e potenzialità dell’approccio.

L’appuntamento è aperto a tutti i cittadini interessati.

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