Il dipinto Il Beato Bernardino da Feltre, conservato nei Musei civici, sarà restaurato grazie al contributo di cinque realtà del territorio. L’opera verrà esposta nella mostra Tracce francescane, ospitata alla Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda” e inserita nel programma delle iniziative dedicate agli 800 anni dalla morte di San Francesco e nel calendario della Maratona di lettura 2026. La Giunta ha recentemente accettato la donazione, che sarà formalizzata al termine dei lavori e destinata interamente al recupero del dipinto.
«La cultura è patrimonio di tutta la comunità e quando questo viene vissuto in modo concreto attraverso donazioni e sostegni, ci rende profondamente grati. È bello vedere come ci sia chi sceglie di partecipare in modo concreto alla cura dei beni comuni», afferma il sindaco Viviana Fusaro, ricordando che gli interventi di restauro, pur meno visibili, sono essenziali per preservare un patrimonio che richiede impegno e risorse.
La donazione complessiva, pari a 1.900 euro, è stata raccolta grazie al sostegno di Colorificio Paulin S.p.A., Soroptimist Club Belluno Feltre, Da Rold Cassol Srl, Rotary Club Feltre e 04 Srl. Il contributo permetterà di intervenire su un’opera ritenuta rilevante per il percorso della mostra, ma attualmente in condizioni conservative non adeguate. Il dipinto, realizzato nel 1873 da Giacomo Fiamminghi come copia da un originale di Paolo Morando detto il Cavazzola, rappresenta il Beato Bernardino Tomitano, figura significativa per la storia religiosa e civile di Feltre.
Il restauro consentirà di valorizzare l’opera nel contesto di Tracce francescane, che intende proporre un dialogo tra la figura di San Francesco e altri protagonisti del francescanesimo legati alla città.
«Questo risultato dimostra quanto il legame tra la Città e il suo patrimonio sia estremamente forte e vivo – osserva l’assessora alla cultura Flavia Colle –. Il restauro di un’opera non è solo un passaggio tecnico, ma un atto di responsabilità verso la nostra storia e la nostra identità. Grazie a queste realtà possiamo restituire alla comunità un dipinto importante e valorizzarlo all’interno di un progetto culturale più ampio, costruito con attenzione e qualità».












