L’Automobile Club Belluno rientra nella sua sede storica di Palazzo Cappellari della Colomba, in Piazza dei Martiri. La riapertura è prevista per l’8 aprile e segna il ritorno dell’ente nel cuore della città, negli spazi del primo piano recentemente rinnovati.
A darne comunicazione è il presidente Lucio De Mori, che ha illustrato le attività che continueranno a essere svolte nei nuovi uffici. «Continueremo ad occuparci di pratiche automobilistiche, quindi i passaggi di proprietà dei veicoli e i rinnovi di patente. Oltre ai compiti istituzionali di riscossione delle tasse automobilistiche (bollo auto), l’associazionismo, con le varie garanzie e agevolazioni ai soci dell’Aci, e la parte prettamente sportiva legata al prestigioso marchio Coppa d’Oro delle Dolomiti».
Il rientro consente anche di riunire nella stessa sede le diverse funzioni dell’Automobile Club: già dallo scorso dicembre, infatti, il Pubblico Registro Automobilistico occupa gli uffici del secondo piano, riportando così nello stesso edificio l’intero sistema Aci.
Il presidente ha inoltre sottolineato come gli interventi di recupero abbiano ampliato le possibilità d’uso dell’edificio. «La completa ristrutturazione dello storico edificio – prosegue il presidente De Mori – ha consentito di ricavare anche degli ampi spazi con vista su Piazza Martiri, serviti da ascensore, al primo piano, al secondo piano e anche nel sottotetto, che sono ora disponibili per la locazione».
Un edificio e un’istituzione legati alla storia locale
Palazzo Cappellari della Colomba fu costruito nel 1835 su progetto dell’architetto feltrino Giuseppe Segusini, in stile neoclassico, come residenza della famiglia Cappellari, legata a papa Gregorio XVI. Tra gli elementi più caratteristici dell’edificio si segnala la scala in pietra che collega i piani principali, un tempo utilizzati anche dal Circolo Manin negli anni Sessanta.
L’Automobile Club Belluno, fondato nel 1924 e insediato stabilmente nel palazzo dal 1927, ha attraversato diverse fasi della storia locale. Nel secondo dopoguerra fu tra i protagonisti della Coppa d’Oro delle Dolomiti, competizione disputata tra il 1947 e il 1956 e successivamente riproposta come gara di regolarità per auto storiche.
Negli anni della corsa, il portico della sede diventava punto di riferimento per piloti e vetture: tra i nomi che vi transitarono figurano Tazio Nuvolari, Alberto Ascari e Piero Taruffi, impegnati nelle operazioni di verifica tecnica prima delle gare.
Nel tempo il club ha rappresentato anche un luogo di incontro per appassionati e operatori del settore, oltre che un punto di riferimento per i viaggiatori, quando la sede forniva informazioni sulla viabilità e distribuiva materiali utili agli spostamenti.
Un ruolo significativo fu svolto anche durante l’emergenza del Vajont nel 1963, quando all’Automobile Club Belluno venne affidata la gestione logistica dei trasporti e di altri servizi operativi. In quei giorni furono organizzati oltre mille viaggi, con decine di migliaia di persone trasportate.
Negli anni Settanta e Ottanta, infine, l’ente consolidò la propria presenza sul territorio anche attraverso l’Ufficio Assistenza Automobilistica, che divenne un riferimento a livello provinciale. Il ritorno nella sede storica si inserisce dunque in una continuità che unisce funzioni attuali e memoria istituzionale.











