In alto i Cori: molto più di cantare insieme

Dal Cadore a Zoldo sono un modo di fare comunità oltre che custodi di memoria collettiva
26 Marzo 2026
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Molto più di cantare insieme o di una nota intonata alla perfezione: i Cori in provincia di Belluno, dal Cadore a Zoldo, sono un modo di fare comunità oltre che custodi di memoria collettiva. A queste realtà, che nascono tra amicizia, passione, tradizione e chilometri percorsi per ritrovarsi alle prove, abbiamo dedicato una doppia pagina sul numero 13 dell’Amico del Popolo di carta del 26 marzo 2026, distribuito questa settimana (in abbonamento tradizionalein edizione digitale e in edicola). Qui di seguito troverai solo alcuni estratti dagli articoli di Carla Laguna, Silvia Tessari, Silvia De Fanti e Yvonne Toscani. Per leggere la prima puntata dell’approfondimento, abbonati (chiedi info a segreteria@amicodelpopolo.it) oppure acquista L’Amico del Popolo in edicola.

Molto più di cantare assieme

Per prima cosa si scaldano le voci, già attivate, anche se non ancora musicalmente, dal conversare allegro e cordiale che dà il “la” a ogni prova. «Mammamia… mammamia ma…» e si sale, tono dopo tono, verso le note più acute. Qualche contralto sorride e molla la presa, mentre i soprani procedono spediti fino alle vette dell’esercizio.
Fuori è buio e non è stato facile per nessuno farsi forza a uscire di casa. Oltretutto qui, sotto il Focobon, la sera scende un vento che raggela il sagrato e intimorisce chi tenta di uscire dall’auto appena parcheggiata. Non siamo per nulla in tanti. Ogni volta si è grati di esserci e di resistere. Sarebbe anche facile lasciar perdere, abbandonarsi ai mille impegni che tutti abbiamo. Ma anche questa volta il coro c’è…
di Silvia Tessari
Musicista e direttrice del Coro parrocchiale di Falcade


SoleNote, amici in mondovisione

Milioni di persone da tutto il mondo lo hanno visto e udito durante la cerimonia dell’inaugurazione delle Olimpiadi, mentre da Cortina intonava l’inno italiano, raccogliendo il testimone da Laura Pausini sul palco dello stadio San Siro di Milano. Ma cos’è il coro SoleNote e cosa si nasconde dietro quei secondi in diretta mondiale?
Ce lo racconta la presidente Elisa Del Favero, che descrive la compagine come un coro semplice alla ricerca di generi musicali vari, presentando brani che spaziano dal pop al rock, dalle canzoni più classiche a quelle più solenni. Ciò grazie anche all’aiuto del maestro Lorenzo Tonon, che arrangia e adatta il tutto alle specificità del coro. Un repertorio, quindi, che è un mix in cui a pezzi più impegnativi si affiancano brani più divertenti e giocosi.
Un merito particolare va attribuito al direttore Francesco De Zolt: con il suo arrivo, la corale (nata nel 2007) ha abbandonato lo stile gospel per dedicarsi a uno stile molto più vario e multiforme…
di Carla Laguna

Quattordici ‘‘ragazze’’ e «un divertimento faticoso» per raccontare le donne e il ladino zoldano

Custodi del tempo e di un patrimonio da tramandare, del passato ma anche del presente. Preservare la tradizione mantenendo attivo anche un lavoro di ricerca è la missione anche del Coro femminile di Zoldo, piccola grande realtà da diciassette anni presente sul territorio, guidata dalla direttrice Mariangela Dorigo.

Mariangela, come e quando è nato il Coro femminile di Zoldo?
«È il primo coro femminile di Zoldo e nasce dall’idea di alcune “ragazze”, sue fondatrici, che cantavano nel Coro a 4 voci di Zoldo diretto da Diego Panciera. Al termine di questa esperienza, sapendo che mi occupavo di musica, mi hanno proposto di costituire e dirigere un nuovo Coro. Così da ottobre 2009 abbiamo iniziato a trovarci con questa formazione».

Le componenti del Coro avevano già tutte esperienza nella musica?
«Alcune delle coriste arrivavano appunto dal Coro precedente, altre invece si sono aggiunte in seguito. È normale, nel corso degli anni qualcuno lascia, altre arrivano. Siamo molto fortunate perché lo scorso autunno si sono aggiunte due persone, adesso siamo in quattordici. Alcune lavorano, ma la maggior parte sono in pensione, fanno le nonne e coltivano i loro interessi. Andiamo avanti con grande dedizione. È uno scambio reciproco, un divertimento faticoso. Ci troviamo ogni sabato con impegno e passione»…
di Silvia De Fanti

«Una storia di uomini prima che di musica»

Il Coro Comelico, diretto dal maestro Luciano Casanova Fuga, si prepara a festeggiare sessant’anni di attività, un traguardo che va ben oltre la dimensione musicale per abbracciare quella umana, culturale e sociale di un intero territorio. Nel corso dei decenni, il sodalizio ha assunto con naturalezza il ruolo di ambasciatore del Comelico, portando in Italia e all’estero l’anima autentica delle sue montagne. Ogni esibizione è diventata occasione per raccontare, attraverso il canto, la sobrietà della sua gente e la ricchezza di una tradizione che trova nelle voci dei coristi un linguaggio universale, capace di superare confini geografici e linguistici. Non semplici concerti, ma veri atti di rappresentanza, carichi di significato e responsabilità.
Alla base di questa esperienza si trovano valori solidi, costruiti e consolidati nel tempo. L’amicizia, anzitutto, nata dalla condivisione di prove, impegni e momenti di vita, ha saputo superare differenze generazionali e personali, trasformando il Coro in una comunità autentica. Un luogo in cui ogni voce trova spazio e riconoscimento, contribuendo a un’armonia più grande, dove l’insieme prevale sull’individualismo…
di Yvonne Toscani

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