Quando l’editoria indipendente incontra l’arte contemporanea, nasce qualcosa di unico: uno spazio dove la scrittura diventa comunità e le idee circolano liberamente, fuori dai circuiti tradizionali. Questo è il «Giornaletto clandestino», progetto che trasforma un semplice foglio stampato in un vero e proprio laboratorio culturale aperto a tutti.
Lunedì 30 marzo alle 18.30 il Granaio di Villa Buzzati ospita l’ultimo appuntamento della rassegna «Stampare fuori dalle righe – intelligenza e coraggio dell’editoria indipendente», promossa dall’Associazione Villa Buzzati e ideata da Martina Gennari, Alfonso Lentini e Valentina Morassutti.
Protagonista della serata il progetto del «Giornaletto clandestino» in corso al museo d’arte contemporanea Burel di Belluno: un atto di cura della parola, e uno spazio da abitare per la comunità generato da un’idea di Daniela Zangrando, direttrice del museo. Fondato nel 2018 da Daniela Zangrando, curatrice indipendente innamorata dell’arte contemporanea, il Burel è situato nel cuore del centro storico di Belluno.
Piccolo nelle dimensioni, ma vastissimo nelle aspirazioni e nella capacità progettuale, non è un semplice spazio espositivo, ma un centro culturale dedicato alla ricerca e alla sperimentazione. Sotto la direzione artistica della Zangrando, il museo si è distinto per una programmazione che si muove fuori dai percorsi prevedibili, con l’intento di avviare un dialogo tra il territorio montano e le correnti artistiche internazionali più avanzate. La scelta del nome, quello di una delle cime più affascinati della Schiara, vuole infatti sottolineare il forte legame con l’ambente della montagna.
In questo contesto nasce «Giornaletto clandestino», un esperimento editoriale aperto e partecipativo: un piccolo foglio stampato e diffuso in modo informale, che richiama la tradizione delle pubblicazioni indipendenti e dei giornali autoprodotti. Il progetto invita artisti, scrittori, studiosi del comportamento animale, curatori e figure del panorama contemporaneo a contribuire con testi che hanno al centro l’idea di comunità come multiformità di esseri, dando vita a uno spazio di espressione libera e della lettura come spazio di condivisione e momento attivo di confronto.
«Giornaletto clandestino» non è soltanto un prodotto editoriale, ma un dispositivo culturale che mette in relazione il museo con la comunità. Attraverso il gesto semplice della scrittura e della diffusione di un foglio stampato, il progetto stimola la circolazione delle idee e valorizza la creatività in dialogo con il territorio e con l’idea della stampa indipendente, fuori dai circuiti commerciali.
Il «Giornaletto» verrà distribuito ad ogni uscita nella sede del Museo e in alcuni luoghi della città: si vedrà spuntare in qualche locale, in qualche libreria, e magari farà compagnia bevendo un caffè. Durante gli incontri, nello spazio del Granaio sarà visitabile una piccola esposizione con libri, riviste, oggetti sul mondo dell’editoria indipendente.











