Tribunale di Belluno, sindaco e associazioni di categoria: «La chiusura è impensabile»

Comuni e imprese si mobilitano contro la proposta dell'ANM: la Legge sulla montagna già prevede strumenti per rafforzare il presidio
a cura di Luigi Gugliemi
1 Aprile 2026
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L’ipotesi di soppressione del Palazzo di Giustizia di Belluno, avanzata dall’Associazione Nazionale Magistrati, ha suscitato la reazione delle istituzioni e delle categorie economiche del territorio. Il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin la definisce «semplicemente impensabile»: «Parliamo di un presidio fondamentale per il nostro territorio, per la tutela dei diritti dei cittadini e per la tenuta stessa di una provincia interamente montana che, non va dimenticato, è la più estesa del Veneto. Pensare che i cittadini bellunesi, dal Comelico al Cadore, dall’Agordino al Feltrino, possano essere costretti a fare riferimento a Treviso per l’accesso alla giustizia è uno scenario che considero semplicemente impensabile».

Sulla stessa linea Appia CNA Belluno, Confcommercio Belluno Dolomiti, Confindustria Belluno Dolomiti, Confagricoltura Belluno e Coldiretti Belluno, che sottolineano come il Tribunale sia un punto di riferimento non solo per i residenti ma anche per le imprese, sia per la specificità dell’economia montana sia per i costi aggiuntivi che comporterebbero gli spostamenti verso i tribunali di pianura.

Sia il sindaco che le associazioni indicano la stessa via d’uscita: la Legge sulla montagna approvata nel settembre 2025, che all’articolo 9 prevede misure per la copertura delle piante organiche dei tribunali nelle aree montane disagiate attraverso procedure di mobilità del personale. «È il momento di dare piena attuazione a quella norma», afferma De Pellegrin. «Belluno ha già pagato un prezzo alto in termini di progressiva riduzione dei presidi di prossimità. Non possiamo permetterci ulteriori arretramenti».

Autore

  • Sono nato a Pieve di Cadore nel 1965. Mi sono diplomato al liceo classico "Tiziano" di Belluno e laureato all'Università di Padova in Lettere classiche (Glottologia). Sono sposato dal 1996 con Roberta, abbiamo tre figli. • Ho mosso i primi passi nel giornalismo televisivo a Teledolomiti, sono diventato giornalista professionista all'Amico del Popolo nel 1998. Ho scritto e scrivo di un po' di tutto: ladino e minoranze linguistiche, confini della Marmolada, autonomia e autonomie, acque ed energie, ambiente e territorio, sanità e salute, strade ferrovie e trasporti, Europa, Ucraina, ritratti, cultura e spettacoli. Nel 2000 ho realizzato in html il sito internet www.amicodelpopolo.it, occupandomi della sua struttura per un paio di decenni. Ho realizzato i modelli del layout del giornale cartaceo prima con Cci e poi con Indesign. • Al di là del lavoro, la mia passione di studio rimane la linguistica: ho pubblicato diverse cose soprattutto su questioni di ladino e dialetti della provincia di Belluno. Nel 2025 ho coordinato la realizzazione del manuale «Scrivere i dialetti bellunesi», primo tentativo di grafia unitaria per tutte le parlate della provincia di Belluno. • Mi sono ritrovato a ideare e organizzare iniziative di un certo rilievo, su tutte direi la mostra di Tiziano in San Rocco a Belluno nell'autunno 2005 e il Cammino delle Dolomiti. • Sono mappatore OSM.

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