Giulia, una bellunese in missione: «Cambia la vita a voi più che agli altri»

«Io, neo-diciottenne convinta di cambiare il mondo, ero certa che lì avrei fatto grandi cose: non ho cambiato la vita di nessuno. Solo la mia»
3 Aprile 2026
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Nel numero 14 dell’Amico del Popolo “di carta” del 2 aprile 2026, in distribuzione questa settimana (in abbonamento tradizionale, in edizione digitale e in edicola), la pagina di Missione — in cui ogni settimana raccontiamo storie, testimonianze dirette e aggiorniamo sulla situazione in alcuni Stati in cui operano missionari bellunesi — è dedicata a chi sta pensando di fare quest’esperienza. La bellunese Giulia Cervati, che ha vissuto un periodo in Etiopia, ha scritto una lettera dedicata ai giovani, tra ricordi, aspettative e soprattutto una riflessione: «Ricordatevi che partite per un bisogno che è solo vostro. Non per cambiare la vita degli altri, ma la vostra». Qui di seguito troverai solo un estratto della lettera. Per leggere l’articolo completo, abbonati (chiedi info a segreteria@amicodelpopolo.it) oppure acquista L’Amico del Popolo in edicola.

Giulia sulla missione: «Cambia la vita a voi più che agli altri»

Ho parlato tante volte della mia esperienza in Etiopia e, sinceramente, mi sono anche un po’ stancata di raccontare sempre le stesse cose. Per questo oggi non vorrei raccontarvi un episodio, ma condividere una riflessione. Voi vi state preparando a partire: c’è chi partirà presto e chi dovrà ancora aspettare. Quando ero al vostro posto ho ascoltato tante testimonianze diverse. I racconti erano bellissimi e sempre interessanti, ma quello che più mi colpiva non erano tanto i viaggi o le attività fatte, quanto il modo in cui le persone tornavano cambiate nel loro modo di guardare il mondo.

Partite per cambiare la vostra vita

Prima di partire, una delle nostre accompagnatrici, Anita, ci ripeteva spesso una frase che allora mi aveva spiazzata: «Ricordatevi che partite per un bisogno che è solo vostro. Non per cambiare la vita degli altri, ma la vostra». Io, neo-diciottenne convinta di poter cambiare il mondo, ero certa che una volta arrivata lì avrei fatto grandi cose: aiutato bambini che vivevano in strada, costruito scuole o pozzi. La verità è che non ho cambiato la vita di nessuno. Ho cambiato solo la mia. E oggi posso dire che Anita aveva ragione.
Pensare di arrivare in un luogo per poche settimane e stravolgere la vita di chi ci vive ogni giorno è, senza accorgersene, un pensiero un po’ egoista…

Imparate a stare

La missione, per me, è stata soprattutto imparare a stare, più che a fare. Imparare a stare significa anche accettare di non essere indispensabili, di non avere sempre un ruolo chiaro, di non capire tutto subito. Per me è stato difficile perché…

Uno sguardo continuerà a parlarvi

Negli ultimi due anni, dopo la fine delle superiori non ho seguito un percorso ‘‘tradizionale’’ ma non è mai stato un problema…

di Giulia Cervati

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